Assad fugge in Russia con il suo tesoriere
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Redazione Esteri
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L'8 dicembre scorso, il presidente siriano Bashar al-Assad, accompagnato da una ristretta cerchia di confidenti, è fuggito in Russia, lasciando dietro di sé numerosi collaboratori che hanno cercato rifugio nei Paesi vicini. La fuga, avvenuta tramite l'aeroporto militare russo di Hmeimim sulla costa siriana, è stata organizzata con l'aiuto della Russia. Assad, che ha sempre promesso di non abbandonare la Siria e i suoi fedelissimi, ha lasciato il Paese come un ladro nella notte, portando con sé il figlio e la cassa.
Secondo fonti attendibili, il piano di volo dell'aereo che ha trasportato Assad fuori dalla Siria è stato registrato anche a Bruxelles, presso Eurocontrol, l'agenzia europea che gestisce il traffico aereo. Tuttavia, è probabile che i funzionari non fossero a conoscenza dell'identità dei passeggeri a bordo, poiché non vi è obbligo di comunicare i nomi. La rotta, il velivolo e gli orari sono stati inseriti nel sistema informatico e validati.
La versione di Assad sulla sua fuga a Mosca non è convincente e cozza con tutte le ricostruzioni emerse finora. Il presidente detronizzato ha cercato di rispondere all'accusa di aver abbandonato il suo esercito e di essersi ritirato senza combattere, attribuendo la sconfitta all'esercito lealista fuggito dalle sue posizioni. Tuttavia, le testimonianze raccolte indicano che la fuga è stata organizzata dalla Russia, con l'uso di un aereo-civetta e il transponder spento.
Negli ultimi giorni da presidente, Assad aveva annunciato l'intenzione di pronunciare un discorso alla nazione per trovare un accordo con le unità militari dei ribelli, che stavano convergendo sulla capitale da Homs a nord e Daraa a sud.




