Lo scontro con Meloni affossa ancora Schlein: crollano i commenti positivi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Elly Schlein, partecipando al congresso europeo dei socialisti, ha scelto una linea di netta contrapposizione internazionale, criticando l'Italia a causa della guida di Giorgia Meloni. Una strategia, questa, che non rappresenta una novità assoluta per il Partito democratico, il quale ha storicamente mostrato una certa propensione a cercare appoggi fuori dai confini nazionali per contrastare gli avversari politici interni; una prassi che, secondo alcuni osservatori, ha più volte rischiato di subordinare gli interessi del paese a logiche di schieramento. L'episodio recente, tuttavia, ha prodotto un contraccolpo significativo, registrando un calo vertiginoso, stimato nell'ottantuno per cento, dei commenti positivi rivolti alla segretaria democratica, un dato che sembra riflettere una percezione negativa della sua condotta all'estero.

Un confronto che si ripete

Il tono del confronto tra le due leader, d'altronde, è da tempo particolarmente aspro e sembra preludere a uno scontro sempre più diretto. “È un atteggiamento eversivo. E non è la prima volta”, aveva affermato in una precedente occasione Schlein, alla quale Meloni aveva replicato, pur senza menzionarla esplicitamente, sostenendo che a sinistra esista una sola strategia: “provare a liberarsi degli avversari per via giudiziaria, perché alla via democratica hanno già rinunciato da un pezzo”. L’ultimo scontro così serrato, prima dell’attuale, risaliva alla scorsa estate, innescato da alcune dichiarazioni della presidente del Consiglio su un presunto “disegno politico” dentro la magistratura contro la riforma della giustizia.

Le repliche a colpi di video

La polemica si è poi sviluppata attraverso una serie di repliche diffuse sui social network. Schlein, in un video ripreso ad Amsterdam, ha accusato Meloni di non voler “rinunciare alla sua dose di vittimismo quotidiano”, aggiungendo che “agli italiani non serve”. Ha poi proseguito esortando la premier a occuparsi dei “problemi concreti”, come i tagli alla sanità pubblica, invece di dedicarsi a quelle che, secondo l'opposizione, sono mere narrazioni. Da parte sua, la leader del Pd ha rimarcato la libertà di critica delle opposizioni, ricordando come Meloni stessa abbia attaccato i suoi rivali politici persino in sedi internazionali come le Nazioni Unite, mentre, secondo Schlein, al governo ci si aspetterebbe che le opposizioni stiano “zitte e buone”.

La critica dalla scena internazionale

L'azione di Schlein al congresso europeo appare dunque come un tentativo di portare lo scontro politico italiano su un palcoscenico più ampio, un movimento che, se da un lato mira a consolidare alleanze continentali, dall'altro ha suscitato forti reazioni nel dibattito interno. La scelta di denunciare i rischi per la democrazia con “l'estrema destra al governo” di fronte a una platea straniera è stata definita dalla controparte come un “puro delirio”, in un botta e risposta che ormai travalica i confini nazionali e che sembra destinato a caratterizzare il panorama politico nei prossimi mesi, senza che nessuna delle due intenda cedere terreno.

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