Il Mef rimescola le carte in Eni, Enel e Leonardo: a Mariani la poltrona calda della difesa, resta Descalzi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha depositato le liste per il rinnovo degli organi sociali delle principali società partecipate, chiudendo – almeno in questa fase – il puzzle delle nomine che riguarda colossi strategici come Eni, Enel e Leonardo. Dopo le conferme, giunte nei giorni scorsi, di Matteo Del Fante come amministratore delegato di Poste Italiane e di Silvia Rovere alla presidenza, il governo ha quindi definito gli assetti per le altre caselle, in un quadro che alterna elementi di continuità a cambiamenti significativi laddove la politica – o l’esigenza di un controllo più serrato – ha prevalso sulla gestione tecnica uscente. Le società in questione, è bene ricordarlo, sono quelle in cui lo Stato (attraverso il Mef o altri enti locali) detiene una quota rilevante del capitale, una particolarità che rende queste nomine un banco di prova non solo industriale ma anche squisitamente politico.

Il vertice di Leonardo: l’addio di Cingolani e l’era Mariani-Macrì

La scossa più attesa arriva da Leonardo, il gruppo della difesa e aerospazio che vive una fase delicatissima sullo sfondo dell’aumento della spesa militare globale e dei programmi di riarmo europei. Qui il Mef, che controlla il 30,2% del capitale, ha operato un vero e proprio avvicendamento: Lorenzo Mariani è stato indicato come nuovo amministratore delegato, raccogliendo l’eredità di Roberto Cingolani, la cui uscita – come spesso accade in queste operazioni di “ricingiulatura” delle poltrone – era nell’aria da settimane. Al fianco di Mariani siederà Francesco Macrì, designato alla presidenza al posto di Stefano Pontecorvo. Mariani, che vanta una lunga esperienza nel settore (con un passato in Finmeccanica e ai vertici di Mbda Italia), rappresenta un profilo di continuità industriale, nonostante il cambio di passo imposto dall’azionista; lo affiancheranno nel nuovo consiglio figure come Enrica Giorgetti (ex direttrice generale di Farmindustria) e Francesco Soro, attuale direttore generale del dicastero di via XX Settembre, a testimonianza della volontà di presidiare da vicino le scelte del gruppo.

Eni ed Enel: la stabilità paga, tra conferme e nuovi innesti

Tutt’altro approccio, invece, per quanto riguarda i giganti dell’energia. All’Eni, Claudio Descalzi si avvia verso il suo quinto mandato alla guida del "Cane a sei zampe", una longevità al vertice che non trova eguali nel panorama delle partecipate e che sancisce la fiducia del governo nella sua gestione. Tuttavia, anche qui si registra una novità di peso: alla presidenza, il generale Giuseppe Zafarana lascia il posto a Giuseppina Di Foggia, finora amministratrice delegata di Terna, la quale porta con sé un curriculum tecnico di primo piano. Nel consiglio di amministrazione della società energetica fanno il loro ingresso, tra gli altri, Matteo Petrella e Benedetta Fiorini, nomi che riflettono le sensibilità delle diverse anime della maggioranza. Stesso copione per l’Enel, dove il binomio ai vertici è stato blindato: Flavio Cattaneo resta saldamente al timone come ad, mentre Paolo Scaroni mantiene la presidenza. Una scelta, questa, che premia i risultati economici ottenuti dal duo nell’ultimo triennio, durante il quale il gruppo elettrico ha consolidato la sua posizione sui mercati.

Enav e il gioco degli incroci: De Biasio al comando del traffico aereo

Completa il quadro delle grandi nomine la situazione di Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile. Qui il Mef – che è azionista di maggioranza con il 53,28% – ha scelto di affidare la presidenza a Sandro Pappalardo, mentre la carica di amministratore delegato è andata a Igor de Biasio. Quest’ultimo arriva dopo aver lasciato la presidenza di Terna, in un meccanismo di "vasche" che ha visto uscire Pasqualino Monti dalla guida dell’Enav per fare spazio proprio a De Biasio. Nel consiglio di amministrazione siederanno anche Stella Mele, Stefano Arcifa, Antonella Ballone e Cristina Vismara, figure che contribuiranno a delineare le strategie future del gruppo in un settore, quello dei trasporti, ancora in piena evoluzione post-pandemica. Con queste mosse, il governo ha quindi completato la prima tornata di nomine, rimandando ad aprile le assemblee degli azionisti che dovranno ratificare queste liste, formalmente depositate nei giorni scorsi dal ministero.

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