Leopoli sotto attacco: l'uso dei bombardieri Tu-95 e le conseguenze del conflitto
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Redazione Esteri
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Il recente attacco russo su Leopoli ha riportato in scena i bombardieri Tu-95, un'arma di fabbricazione sovietica capace di trasportare e lanciare fino a 16 missili da crociera, tra cui i Kinzhal, i Kh-55 e i Kh-102, alcuni dei quali dotati di testata nucleare. Questi bombardieri, prodotti dall'azienda Tupolev, sono considerati tra le armi più potenti a disposizione di Mosca.
L'attacco, avvenuto alle 5 del mattino del 4 settembre, ha colpito una città considerata relativamente sicura perché lontana dal fronte. Il bilancio è tragico: 7 morti, tra cui alcuni bambini, e 64 feriti. Tra le vittime, una famiglia è stata quasi completamente distrutta, lasciando in vita solo il padre, Yaroslav Bazylevic, che ha perso la moglie e le tre figlie.
L'uso dei Tu-95 in questo contesto solleva interrogativi sulla strategia militare russa e sull'efficacia delle difese ucraine. I bombardieri Tu-95, noti anche come "Bear" in codice NATO, sono stati introdotti negli anni '50 e, nonostante la loro età, continuano a essere un pilastro della forza aerea strategica russa grazie a continui aggiornamenti tecnologici.
Questi aerei sono progettati per missioni a lungo raggio e possono volare per oltre 12.000 chilometri senza rifornimento. La loro capacità di trasportare una varietà di missili da crociera li rende estremamente versatili e pericolosi.




