L'Ucraina sotto attacco: raid a Leopoli, Lutsk e Chernivtsi, allerta fino in Polonia
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Redazione Esteri
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Nella notte tra l’11 e il 12 luglio, l’Ucraina è stata bersagliata da uno dei più massicci attacchi degli ultimi mesi, con la Russia che ha scatenato oltre 600 droni e una trentina di missili da crociera, prendendo di mira non solo Kiev ma anche città occidentali come Leopoli, Lutsk e Chernivtsi, a pochi chilometri dal confine polacco. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno due vittime e una ventina di feriti, mentre interi quartieri residenziali sono stati ridotti in macerie.
A Leopoli, dove le esplosioni hanno squarciato il cielo poco prima dell’alba, il sindaco Andriy Sadovyi ha denunciato "danni ingenti" a infrastrutture civili, con palazzi colpiti e strade disseminate di detriti. La vicinanza alla Polonia – appena 70 chilometri – ha fatto scattare l’allerta anche a Varsavia, dove i caccia F-16 sono decollati per monitorare lo spazio aereo, mentre tra la popolazione locale si diffondeva il timore di un’escalation. "Sentivamo i droni passare sopra di noi, era impossibile dormire", ha raccontato una residente di Kharkiv, dove le sirene antiaeree hanno costretto centinaia di persone a rifugiarsi nelle stazioni della metropolitana, trasformate in bunker di fortuna.
A Kiev, nonostante la difesa aerea abbia abbattuto parte dei velivoli lanciati dal Cremlino, il fragore degli esplosioni ha interrotto il già precario riposo degli abitanti, molti dei quali ormai abituati a trascorrere le notti nei sotterranei. Se Kharkiv e Lviv, simboli di una resistenza che dura da oltre due anni, sono state ancora una volta nel mirino, l’estensione dei bombardamenti verso ovest segnala una strategia precisa: colpire non solo il fronte ma anche i corridoi logistici attraverso cui transitano le armi inviate dagli alleati.




