L’effetto domino della guerra in Iran: paracetamolo e preservativi alle stelle, la sanità inglese sotto pressione
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Redazione Economia
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La guerra in corso in Iran, con il conseguente blocco navale nello Stretto di Hormuz, sta generando una crisi silenziosa che si riverbera sugli zainetti dei cittadini inglesi ben oltre il costo del petrolio. L’aumento esponenziale dei prezzi dei carburanti e l’interruzione delle rotte commerciali, complici le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime petrolchimiche, hanno infatti innescato un rincaro senza precedenti per alcuni dei beni di largo consumo più comuni, a partire dai farmaci antidolorifici.
Secondo quanto riportato dal Guardian e confermato dalla National Pharmacy Association (NPA), che rappresenta migliaia di farmacie di quartiere in Inghilterra, il costo del paracetamolo per i clienti è schizzato del 20-30% rispetto allo scorso febbraio. Questa impennata, spiegano gli operatori del settore, è la diretta conseguenza dell’aumento dei costi di produzione e trasporto: le farmacie, che fino a ieri pagavano i fornitori all’ingrosso con margini di pochi centesimi, si trovano ora a dover sborsare fino al 50% in più per rifornire gli scaffali. La situazione è talmente grave che molte attività hanno già esaurito le scorte di alcuni dosaggi di aspirina e co-codamolo, un analgesico oppiaceo, lasciando i clienti senza alternative immediate se non quella di rivolgersi alla sanità pubblica, già oberata.
L’incudine del Servizio sanitario nazionale
La tensione non riguarda solo la vendita libera al banco. Oliver Picard, presidente della NPA, ha fornito un esempio emblematico delle distorsioni generate dal conflitto: il prezzo all’ingrosso per una confezione da 100 compresse di paracetamolo è passato da 41 penny a quasi 2 sterline a fine marzo, per poi assestarsi su valori comunque quasi tripli rispetto al periodo pre-bellico. Eppure, nonostante questa flessione parziale, il Servizio sanitario nazionale (NHS) rimborsa le farmacie solo 49 penny per la stessa quantità di medicinale venduta su prescrizione. Un paradosso contabile che, come denunciato dall’associazione, sta costringendo centinaia di attività a operare in perdita, minacciando la tenuta della rete capillare di assistenza di prossimità.
Dalla penisola arabica al letto d’ospedale: la carenza di materie prime
Il collasso della logistica nel Golfo Persico, con le interruzioni nel transito di materie prime essenziali, mette in ginocchio anche le strutture ospedaliere. Non solo in Inghilterra, ma anche sul fronte interno del conflitto, gli effetti si fanno sentire con drammatica concretezza. Gli allarmi lanciati dagli operatori sanitari iraniani sono inquietanti: le scorte di medicinali salvavita si stanno esaurendo, ridotte a poche settimane di autonomia a causa del blocco navale. Negli ospedali iniziano a scarseggiare farmaci fondamentali come i chemioterapici, gli antipertensivi e alcuni analgesici forti, mentre nelle farmacie territorio mancano persino beni strumentali di base come le siringhe.
Il prezzo della gomma e dei derivati del petrolio
Se i farmaci rappresentano l’emergenza più immediata per la salute pubblica, l’onda d’urto del rincaro delle materie prime investe anche il mercato dei dispositivi medici e dei beni di consumo “sensibili”. I preservativi, ad esempio, hanno visto il loro costo lievitare a causa dell’aumento record del lattice e della gomma, prodotti la cui filiera è fortemente dipendente dalla stabilità del Medio Oriente. A lanciare l’allarme è Karex, il gigante malese che produce oltre cinque miliardi di profilattici l’anno per marchi come Durex e per sistemi sanitari pubblici come quello britannico. La società ha già comunicato che i prezzi sono destinati a crescere fino al 30%, un rincaro analogo a quello dei guanti in lattice e dei cateteri, strumenti indispensabili nella pratica clinica quotidiana. La fluidità della catena di fornitura, un tempo data per scontata, si è infranta contro le chiusure delle vie d’acqua strategiche, trasformando l’accesso a questi prodotti in una sfida quotidiana per famiglie e professionisti.




