Fincantieri, un polo da 600 milioni per la difesa dei fondali: rally in Borsa e obiettivi anticipati al 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo cantieristico triestino ha messo a segno un'operazione da circa 600 milioni di euro per acquisire quattro aziende hi-tech italiane, gettando le basi per un polo industriale integrato dedicato alle tecnologie subacquee.

L'iniziativa, che riguarda Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm, mira a creare un campione nazionale capace di competere a livello globale nella protezione delle infrastrutture critiche sottomarine, un mercato che sta registrando una crescita esponenziale alla luce delle recenti tensioni geopolitiche e dei numerosi episodi di sabotaggio che hanno coinvolto cavi e gasdotti in tutto il mondo. L'annuncio è stato accolto con entusiasmo da Piazza Affari, dove il titolo Fincantieri ha messo a segno un rally superiore all'11%, trainando il Ftse Mib verso la soglia dei 53.000 punti in una giornata positiva per il comparto della difesa.

Quattro aziende per coprire l'intera catena del valore

Le aziende selezionate coprono aree strategiche complementari e sono state scelte per la loro capacità di offrire competenze uniche lungo tutta la filiera dell'economia sottomarina. Next Geosolutions, già quotata su Euronext Growth Milan, è un punto di riferimento internazionale nei servizi di geoscienze marine e nelle survey per le costruzioni offshore, ovvero nella mappatura dei fondali e nella pianificazione di infrastrutture come gasdotti e parchi eolici.

WSense, spin-off della Sapienza Università di Roma, porta in dote la tecnologia definita "Internet of Underwater Things", una rete wireless acustica che permette a sensori e droni subacquei di scambiarsi dati in tempo reale, superando le limitazioni fisiche dei segnali radio tradizionali in ambiente marino. Completano il quadro Graal Tech, specializzata nella robotica subacquea con veicoli autonomi (Auv) per il pattugliamento dei fondali, e Defcomm, che sviluppa droni autonomi di superficie (Usv) fondamentali per fare da ponte di comunicazione tra gli abissi e i centri di comando a terra.

A queste quattro nuove realtà si aggiungono quelle già consolidate come Remazel Engineering e WASS Submarine Systems, portando il polo a contare su otto aziende integrate, circa 1.500 dipendenti e una presenza operativa in Italia, Regno Unito, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti.

Obiettivi finanziari anticipati di quattro anni

L'impatto dell'operazione sui conti del gruppo è già stato quantificato e ha contribuito a trainare il rialzo del titolo in Borsa. Le stime pro-forma prevedono per il segmento underwater ricavi superiori a 1,1 miliardi di euro e un EBITDA di circa 220 milioni già a partire dal 2026, centrando con quattro anni di anticipo gli obiettivi che il Piano Industriale 2026-2030 aveva fissato per il 2030.

Si stima che il margine EBITDA del comparto possa salire dal 19,2% del 2026 fino al 23% entro il 2030, con un contributo all'utile di gruppo da parte delle nuove acquisizioni che supererà i 60 milioni di euro già quest'anno e raggiungerà i 130 milioni nel 2030. La struttura delle operazioni prevede il reinvestimento di quote rilevanti da parte dei manager e dei fondatori delle aziende acquisite, con l'obiettivo di assicurare quella continuità industriale che l'amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha definito "elemento essenziale per la crescita del gruppo".

La corsa alla sicurezza dei fondali

Questa mossa di Fincantieri si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale verso la sicurezza delle infrastrutture sottomarine, dopo il crescendo di sabotaggi e incidenti che hanno coinvolto cavi dati e gasdotti a partire dal sabotaggio del Nord Stream fino a episodi più recenti nel Mar Baltico e nel Mediterraneo.

Il mercato della difesa subacquea e della protezione delle infrastrutture critiche è in piena espansione: il giro d'affari globale è stimato in 17,1 miliardi di dollari nel 2026, con una proiezione di 28,8 miliardi entro il 2034, mentre il segmento specifico della protezione dei cavi sottomarini registrerà una crescita annua del 33,4% nel prossimo decennio.

In questo scenario, l'obiettivo di Fincantieri è quello di trasformarsi da semplice costruttore di scafi a integratore di sistemi complessi, offrendo soluzioni "chiavi in mano" che combinano le capacità di sorveglianza, comunicazione e intervento per rispondere alle esigenze di difesa e sicurezza nazionale, in una partita in cui i principali sfidanti sono colossi come il francese Thales, il norvegese Kongsberg e i giganti statunitensi della difesa.

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