Fincantieri punta sui fondali marini: ricavi previsti a 820 milioni entro il 2027

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre Elon Musk guarda allo spazio con SpaceX, Fincantieri ha deciso di esplorare un territorio ancora più vicino ma altrettanto misterioso: gli abissi marini. Se oggi l’80% dei fondali e il 98% di quelli profondi sono inesplorati – una percentuale che supera persino le conoscenze su Marte e Giove – il gruppo italiano vede in questo settore un’opportunità senza precedenti. «La subacquea è lo spazio degli anni ’60», ha dichiarato il ceo Pierroberto Folgiero durante la presentazione della strategia triennale, sottolineando come le applicazioni civili e militari siano destinate a crescere rapidamente.

Il piano presentato ieri ha convinto gli investitori, che hanno spinto il titolo a un +9,5% a Piazza Affari. L’obiettivo è ambizioso: portare i ricavi del segmento underwater a 820 milioni di euro entro il 2027, raddoppiandone il peso sul totale del gruppo dal 4% all’8%, con un margine ebitda previsto vicino al 19%. Un salto significativo, considerando che il mercato globale – che include droni, sottomarini e tecnologie correlate – vale circa 50 miliardi l’anno, di cui 22 accessibili per Fincantieri.

A conferma della strategia, il gruppo ha creato una divisione dedicata e siglato un accordo con Graal Tech, azienda genovese specializzata in droni sottomarini. Il memorandum d’intesa, firmato il 19 maggio scorso, prevede una collaborazione esclusiva per lo sviluppo di veicoli unmanned di piccole e medie dimensioni, sistemi di controllo e piattaforme di simulazione, sia per uso civile che militare. Un passo ulteriore verso quella che Folgiero definisce «una frontiera economica ancora tutta da scoprire».

L’attenzione per il settore underwater non è casuale. Con fondali meno mappati di quelli marziani, ma ricchi di potenziali applicazioni – dall’estrazione mineraria alla difesa – Fincantieri punta a posizionarsi come leader in un mercato in cui l’Italia, grazie alla sua expertise navale, può giocare un ruolo centrale. Senza contare che, in un contesto geopolitico sempre più instabile, la componente militare rappresenta un driver di crescita difficilmente ignorabile.

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