Fincantieri conferma Folgiero alla guida e punta sulla tecnologia subacquea
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Redazione Economia
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L’assemblea degli azionisti di Fincantieri, riunitasi a Trieste sotto la presidenza di Biagio Mazzotta, ha riconfermato il consiglio di amministrazione in carica fino al 31 dicembre 2027. Il cda, a sua volta, ha mantenuto Pierroberto Folgiero alla guida dell’azienda come amministratore delegato e direttore generale, affidandogli non solo la gestione ordinaria e straordinaria, ma anche la presentazione dei piani industriali e dei budget annuali. Una scelta che sottolinea la continuità nella strategia del gruppo, in un momento in cui l’espansione nel settore della tecnologia subacquea si fa sempre più centrale.
Proprio in questa direzione va l’accordo siglato tra IDS – Ingegneria dei Sistemi, società del gruppo Fincantieri specializzata in soluzioni ad alto contenuto tecnologico, e Graal Tech, azienda leader nella progettazione di sistemi meccatronici sottomarini. Il memorandum of understanding, firmato dai rispettivi ceo Matteo Marchiori e Andrea Caffaz, avvia una collaborazione commerciale per lo sviluppo di mezzi autonomi destinati a impieghi civili, militari e duali. Un passo che rafforza il posizionamento di Fincantieri in un mercato in crescita, dove l’innovazione tecnologica gioca un ruolo determinante.
Durante l’evento Deepdive – Analyst and Investor Underwater Day, tenutosi a Milano, il gruppo ha delineato le prospettive del segmento subacqueo, che oggi rappresenta il 4% del fatturato ma è destinato a raddoppiare il proprio peso entro il 2027, con ricavi stimati in 820 milioni di euro e un ebitda di 152 milioni. Un obiettivo ambizioso, che conferma l’impegno dell’azienda nel diversificare le proprie attività, puntando su settori ad alto margine e con significative potenzialità di sviluppo.
Intanto, mentre Fincantieri consolida la sua leadership nel campo navale e scommette sulle tecnologie del futuro, l’attenzione resta alta anche sulle vicende giudiziarie che coinvolgono il settore della difesa. Recenti indagini hanno portato alla luce nuovi dettagli su presunti illeciti in appalti pubblici, con implicazioni che potrebbero toccare anche alcune aziende fornitrici. Sebbene non vi siano collegamenti diretti con Fincantieri, il caso riaccende i riflettori su un comparto dove trasparenza e competizione leale sono fondamentali per garantire la credibilità del sistema.




