Fincantieri accelera su difesa e subacquea: ricavi a 4,6 miliardi, utili in ripresa
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Redazione Economia
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I numeri del primo semestre 2025 confermano la svolta di Fincantieri, che dopo anni di altalenanti performance ha imboccato una rotta più stabile grazie ai comparti difesa e subacquea. Con ricavi a 4,6 miliardi di euro – un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2024 – e un Ebitda balzato a 311 milioni (+45%), il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero ha consolidato il ritorno al profitto, chiudendo con un utile netto di 35 milioni, a fronte delle perdite registrate appena un anno prima.
La strategia dell’amministratore delegato, che dal suo insediamento nel 2022 ha puntato su una riduzione del debito e su segmenti ad alto margine, sta dando risultati tangibili. Il contratto con il Ministero della Difesa indonesiano per due navi multi-missione, siglato nel primo trimestre, e l’integrazione dell’ex Wass nella divisione subacquea hanno trainato la crescita. «Stiamo creando valore sul lungo periodo», ha sottolineato Folgiero, ribadendo l’obiettivo di portare il business subacqueo a 820 milioni di ricavi entro il 2027.
Nonostante i progressi, permangono sfide strutturali. Se da un lato il margine Ebitda è salito al 6,8% (dal 5,8% del 2024), dall’altro il settore crocieristico, storicamente volatile, resta esposto a cicli di domanda incerti. La scommessa è che la diversificazione – con un occhio alla difesa, alle navi offshore di Vard e ai sottomarini – possa bilanciare rischi e fluttuazioni. Intanto, i mercati guardano con attenzione alla capacità del gruppo di mantenere il passo, mentre Trump, riconfermato alla Casa Bianca, potrebbe influenzare gli equilibri geopolitici e, di riflesso, la domanda globale di sistemi militari.




