Fincantieri, volano ricavi e margini trainati dalla difesa e dai sottomarini
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Redazione Economia
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I conti di Fincantieri, il colosso cantieristico guidato da Pierroberto Folgiero, disegnano una traiettoria di crescita solida e inaspettatamente vigorosa, come dimostrano i dati relativi ai primi nove mesi del 2025. I ricavi, che toccano i 6,7 miliardi di euro, segnano un incremento del 20% su base annua, mentre l'Ebitda, balzato a 461 milioni, fa registrare un'impennata del 40%, spingendo il margine operativo a un lusinghiero 6,9%. Questi numeri, che si commentano da soli, sono il frutto di un'attività commerciale febbrile e di un miglioramento della profittabilità riscontrabile in ogni settore in cui il gruppo opera, il quale, non a caso, ha potuto confermare le previsioni per l'intero esercizio. Sul versante finanziario, la posizione netta a debito, seppure ancora attestata su 1,6 miliardi, mostra peraltro un lieve ma significativo miglioramento se paragonata alla chiusura del 2024.
Il motore della crescita: navi da guerra e tecnologia subacquea
A trainare questa corsa, che si concretizza in un terzo trimestre da primato, è stato in particolare il segmento Shipbuilding, il cui fatturato è cresciuto del 23%. Al suo interno, è il comparto della Difesa – con un rimarchevole +39% – ad aver fornito la spinta propulsiva più potente, a testimonianza di un mercato globale in forte fermento. A questo risultato, già di per sé eclatante, si è aggiunto il contributo determinante del business Underwater, specializzato nella progettazione e costruzione di sottomarini, il quale ha visto i propri ricavi esplodere con un incremento dell'85%. Una performance, questa, amplificata dall'integrale consolidamento di Wass Submarine Systems, avvenuto a partire dal gennaio scorso, che ha ulteriormente irrobustito le capacità del gruppo in un settore ad altissimo valore tecnologico e strategico.
Un portafoglio ordini che garantisce il futuro
La solidità delle performance operative trova un riscontro immediato nella robustezza del portafoglio ordini. I nuovi contratti acquisiti nel periodo, che raggiungono il considerevole ammontare di 16 miliardi di euro, hanno superato il già record stabilito nell'intero anno precedente. Questo flusso costante di nuove commesse ha portato il cosiddetto backlog, ovvero l'insieme degli ordini ancora da evadere, a toccare la cifra di 41 miliardi. Se a questo si somma l'intero carico di lavoro già pianificato, si arriva a un monte complessivo di 61,1 miliardi, una cifra che, come è stato sottolineato, corrisponde a circa sette volte e mezzo i ricavi annuali, assicurando alle attività produttive dei cantieri una visibilità di lungo periodo pressoché senza eguali.
La produzione navale: numeri e consegne
L'intensa operatività dei cantieri, alimentata da un carico di lavoro così sostanzioso, si è tradotta nell'anno in 19 navi consegnate, un dato che riflette l'efficienza produttiva del gruppo. Attualmente, le unità navali in portafoglio, in varie fasi di progettazione e costruzione, sono un centinaio, un numero che non solo conferma Fincantieri come leader indiscusso a livello mondiale nel suo campo, ma che delinea anche un panorama industriale estremamente dinamico e proiettato verso il futuro.




