Spider-Noir, il detective disilluso di Nicolas Cage tra ombre e vecchi fantasmi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un momento, in quella che è stata definita l’era del multiverso, in cui persino gli eroi stanchi devono rimettere in discussione le proprie scelte.

Nicolas Cage, che ha già prestato la sua voce graffiante a questa versione dell’Uomo Ragno nei film d’animazione dello Spider-Verse, indossa finalmente i panni di carne e tessuto di Ben Reilly nella serie Spider-Noir, disponibile su Prime Video dal 27 maggio. cinematografo +3

Lui, che un tempo era il vigilante noto come The Spider, ha appeso la maschera al chiodo da anni, convinto di aver chiuso per sempre con quella vita segnata da perdite e rimpianti; la New York della Grande Depressione, però, non è certo il luogo ideale per rifarsi un’esistenza tranquilla, specialmente quando si è un detective privato senza un soldo in tasca e con una segretaria impertinente che cerca di tenere in piedi l’agenzia più per spirito materno che per fiducia nel capo. cinematografo +3

L’attore, che a 62 anni si cala con disincanto in questo mondo fatto di vicoli fumosi e jazz soffocato, riesce a restituire tutta la stanchezza di un uomo che vorrebbe solo bere il suo whisky in pace, ma che viene risucchiato in una spirale di violenza quando scopre che non è più l’unico essere dotato di poteri a camminare per le strade della metropoli. cinematografo +3

L’estetica del noir e il doppio sguardo del colore

Uno degli aspetti più peculiari di questa produzione, che Sony ha confezionato per il piccolo schermo, risiede nella scelta coraggiosa di offrire al pubblico due visioni completamente differenti della stessa opera: da un lato la versione “Authentic Black & White”, che esalta le ombre e i contrasti tipici del cinema poliziesco degli anni Quaranta, e dall’altro il “True-Hue Full Color”, dove le tonalità diventano volutamente esagerate, quasi da striscia a fumetti. bergamonews +3

A raccontarlo è stato lo stesso Cage, il quale ha rivelato che fu sua l’idea di realizzare entrambe le versioni in simultanea, perché le generazioni più giovani non sono abituate al bianco e nero eppure, diceva, meritavano di respirare la stessa atmosfera d’altri tempi. serialminds +3

Il risultato è un ibrido postmoderno che non si limita a omaggiare Dashiell Hammett o Raymond Chandler, ma li cita con una consapevolezza quasi didattica, inserendo in questo tessuto narrativo anche elementi da film di mostri della Universal, dove i superpoteri vengono trattati più come una maledizione fisica che come un dono divino. comicsuniverse +3

Una galleria di personaggi tra femme fatale e cronisti impiccioni

Attorno a questo detective disilluso, che viene costretto a indagare su un caso di omicidio che sa di cospirazione, si muove un carosello di figure che richiamano i più classici archetipi del genere hard boiled: c’è la segretaria, sbrigativa e affettuosa, che cerca di mantenere l’ordine nel caos; c’è la femme fatale, una cantante di nightclub di nome Cat Hardy interpretata da Li Jun Li, che ammalia chiunque la incroci (donne comprese) e che nasconde più bugie che verità. bergamonews +3

Non manca poi il giornalista, in questo caso Robbie Robertson (Lamorne Morris), un cronista alla disperata ricerca dello scoop che possa lanciare la sua carriera, ma che finisce per rappresentare la coscienza impicciona di una città marcia fino al midollo. lascimmiapensa +3

Sul fronte opposto, a fare da contraltare a questa umanità scalcagnata, troviamo il sindaco, potenzialmente corrotto, che parla di bene comune mentre tiene in pugno le leve del potere, e soprattutto Silvermane, il boss mafioso irlandese interpretato da Brendan Gleeson, il quale controlla ogni angolo della malavita con il pugno di ferro di chi sa di poter comprare poliziotti e giudici. ilmessaggero +3

Poteri come una malattia e vecchie cicatrici di guerra

L’elemento che distingue maggiormente questa serie dal classico racconto di supereroi, e che la lega a doppio filo con la cronaca nera più cupa, è la gestione dei “poteri” stessi: qui, le abilità non rappresentano un’opportunità, bensì una patologia debilitante, il risultato di esperimenti medici compiuti su prigionieri di guerra durante il primo conflitto mondiale. repubblica +3

Sebbene Ben Reilly abbia ottenuto le sue capacità (forza, agilità e la capacità di aderire alle pareti) dopo essere stato morso da un soggetto ibridato con il DNA di un ragno, molti altri personaggi come Sandman o Megawatt mostrano segni di instabilità fisica e mentale, morendo lentamente a causa delle loro stesse mutazioni. movieplayer +3

La trama, evitando facili moralismi, segue quindi le indagini di Reilly mentre questi cerca di scoprire l’origine di questa “piaga” che sta trasformando i criminali comuni in armi letali, intrecciando il filo rosso di un mistero che parte dalle macerie della guerra e arriva fino agli uffici del municipio, senza che nessuno, alla fine, possa dirsi veramente al sicuro dalle conseguenze dei propri errori passati. comicsuniverse +3

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