Spider-Noir, il lato oscuro del ragno secondo Nicolas Cage
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Prime Video ha finalmente alzato il velo sul primo trailer ufficiale di Spider-Noir, la serie live-action che vedrà protagonista un inedito Nicolas Cage, e l’operazione – a guardare le prime immagini presentate in anteprima mondiale al CCXP 2026 di Città del Messico – sembra volersi muovere su un crinale ben preciso, quello che mescola la violenza stilizzata del genere hard-boiled con la malinconia propria di un eroe in ritiro. Prodotta da Sony Pictures Television per la piattaforma Amazon, l’arrivo dello show è fissato per il prossimo 27 maggio, con una particolarità tecnica che già di per sé racconta l’anima del progetto: gli otto episodi – diretti nei primi due episodi dal premio Emmy Harry Bradbeer – saranno fruibili in due modalità distinte, ovvero il “True-Hue Full Colour” e un più suggestivo “Authentic Black & White”, scelta quest’ultima che restituisce il giusto tributo alle atmosfere da poliziesco metropolitano degli anni Trenta.
Ben Reilly, un investigatore segnato dal passato
L’impianto narrativo, che potremmo definire una rilettura in chiave cupa del mito dell’Uomo Ragno, lascia definitivamente da parte l’adolescenziale Peter Parker per concentrarsi sulla figura tormentata di Ben Reilly. Tratto dall’universo fumettistico di *Spider-Man Noir*, questo Reilly è un veterano investigatore privato di New York, un uomo ormai disilluso che – dopo aver subito una profonda tragedia personale – ha da tempo appeso la maschera al chiodo, rifiutandosi di essere l’unico supereroe di cui la città disponga. Il trailer, distribuito anche in lingua italiana, lo mostra mentre si riappropria però di quelle vecchie abitudini; lo fa non per un generoso senso del dovere, ma perché costretto da un caso di persona scomparsa che lo lega alla misteriosa Cat Hardy, interpretata da Li Jun Li.
Una guerra tra gangster tra le strade di New York
Non ci troviamo dunque di fronte al classico scontro tra bene e male, quanto piuttosto a una guerra tra gangster che vede al centro un uomo incapace di scappare dal proprio destino. Lo dimostra la presenza di nemici come Silvermane, portato in scena da un ispirato Brendan Gleeson, o la versione di Sandman (Flint Marko) affidata a Jack Huston, quest’ultimo presentato non come un semplice mostro di sabbia ma come una guardia del consumata lentamente dai propri stessi poteri, un’interpretazione – l’ha definita Huston stesso sul palco del CCXP – “molto più umana” rispetto a quella cinematografica.
La scelta estetica del bianco e nero
C’è un aspetto, nel lancio di questa serie, che tradisce una consapevolezza autoriale rara per i prodotti di questo genere: la scelta di offrire la visione in bianco e nero non è un mero vezzo estetico, ma una dichiarazione di intenti. L’idea – sposata dallo stesso Cage, che ha definito la versione a colori “super satura e adatta ai ragazzi” – è quella di avvicinare un pubblico più giovane al linguaggio visivo del cinema classico, offrendo al contempo un’esperienza tattile completamente diversa per gli appassionati di vecchia data. Oren Uziel, che ha sviluppato il progetto insieme a Steve Lightfoot con il team premio Oscar di *Spider-Man: Un nuovo universo*, ha riassunto il concetto durante la presentazione messicana: “Nessun potere significa nessuna responsabilità”, il motto della serie, capovolge quello che sappiamo per raccontare la fatica di essere un eroe quando il mondo intorno è sporco, corrotto e privo di certezze.




