Il cielo di Massa saluta Giacomo Bongiorni, palloncini e applausi per il carpentiere ucciso
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Redazione Interno
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Tre palloncini bianchi, appena liberati tra le dita di chi non ha mai smesso di credere nella giustizia di un richiamo, si alzano leggeri nel vento di aprile sopra la Cattedrale di Massa. Sono sospinti da una brezza che sembra quasi voler accompagnare altrove il dolore, mentre un applauso – lungo, spontaneo, inizialmente timido e poi sempre più compatto – rompe quel silenzio che solo i funerali sanno regalare. È il saluto di una città intera, eppure così intimo, a Giacomo Bongiorni, il carpentiere di 47 anni la cui esistenza è stata spezzata nella notte tra l’11 e il 12 aprile scorso, in piazza Felice Palma, all’interno di una rissa degenerata, dicono gli inquirenti, per futili motivi.
Oggi, sabato 18 aprile 2026, Massa si è fermata. Lo si capiva dal modo in cui la gente riempiva ogni spigolo del sagrato, dai volti contratti di chi non cerca eroi ma si ritrova a piangere un uomo qualunque, forse per questo amato. Quando il feretro è uscito, tra due ali di folla silenziosa e poi esplosa in un fragoroso applauso, gli amici di Bongiorni indossavano magliette bianche con una scritta che suona come un grido liberatorio: «Vola alto fratello Mortegian». Un riferimento chiaro al quartiere del Mirteto, la sua terra, le sue radici di carpentiere che costruiva e che certo non immaginava di finire al centro di una tragedia giudiziaria destinata a segnare la cronaca apuana per mesi.
Il vescovo Vaccari e l’omelia senza mezzi termini: «Ha fatto la cosa giusta»
All’interno del duomo, durante la funzione religiosa, è stata la voce di monsignor Mario Vaccari a scandire un passaggio che molti, forse, attendevano. Il vescovo ha ricordato come Bongiorni avesse visto «dei ragazzi comportarsi male», decidendo di dire loro qualcosa. «L’aggressione – ha proseguito Vaccari, con un tono che non ammetteva fraintendimenti – sviluppata da un giusto richiamo per una bottiglia di vetro rotta è degenerata. Potrei dire molte cose. Ne dico una sola, per prima: Giacomo ha fatto una cosa giusta. E questa Chiesa è qui anche per raccogliere la sua voce, il suo richiamo». Parole pesanti, quelle del vescovo, perché spostano il baratro morale dalla rissa occasionale a una responsabilità collettiva: chi richiama chi sbaglia non dovrebbe mai pagare con la vita.
Un delitto nato da una bottiglia rotta, le indagini e il giallo della dinamica
Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, la lite sarebbe scoppiata per una bottiglia di vetro frantumata a terra, un dettaglio tanto banale quanto letale. Bongiorni, forse infastidito dal comportamento di un gruppo di giovani, avrebbe rivolto loro un rimprovero. Da lì, in pochi secondi, la situazione sarebbe precipitata in una violenza fisica incontrollata, con il carpentiere che ha ricevuto colpi tali da non lasciargli scampo. Gli sviluppi giudiziari, al momento, vedono ancora diversi elementi in fase di verifica da parte della procura di Massa; non sono stati resi noti nomi di fermati o indagati, ma gli inquirenti stanno vagliando i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti in piazza Palma, cercando di stabilire con esattezza il numero dei partecipanti alla rissa e il ruolo di ciascuno.
Fuori dal duomo, la rabbia trattenuta e quel volo simbolico verso il Mirteto
Fuori dalla Cattedrale, il clima era di una commozione che rasentava la rabbia, mai esplicitata ma percepibile negli sguardi incrociati. I palloncini bianchi, nel loro salire, hanno disegnato una traiettoria che molti hanno voluto interpretare come un passaggio simbolico: da Massa al quartiere del Mirteto, da lì a un’altra dimensione, quella di chi non c’è più ma lascia un’eredità scomoda. «Vola alto fratello Mortegian» non è solo uno slogan affettuoso; è anche il rifiuto implicito di accettare che un uomo possa morire per aver detto «non si fa così». La città, in queste ore, trattiene il fiato in attesa dei prossimi atti dell’inchiesta, mentre la famiglia di Bongiorni, circondata da parenti e amici, ha già fatto sapere di confidare nel lavoro della magistratura.




