L’inverno demografico cancellerà 3 milioni di lavoratori in Italia entro il 2040, Sud a rischio collasso
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Redazione Economia
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L’Italia si prepara ad affrontare una crisi occupazionale senza precedenti, legata a un declino demografico che sta ridisegnando la struttura della popolazione. Secondo il rapporto “Rendere la sfida demografica sostenibile”, presentato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, entro il 2040 il Paese perderà oltre 3 milioni di lavoratori, con un calo del 10,7% della fascia d’età attiva (15-64 anni). Un fenomeno che, sebbene comune a gran parte dell’Europa, assume in Italia contorni particolarmente drammatici, soprattutto al Sud, dove regioni come Basilicata, Sardegna e Calabria rischiano lo spopolamento.
A pesare non è solo il crollo delle nascite – che ha portato l’Italia a registrare nel 2023 uno dei tassi di natalità più bassi al mondo – ma anche l’invecchiamento progressivo della forza lavoro. Oggi il 40,6% degli occupati ha più di 50 anni, una quota superiore alla media europea (35,1%), e tra il 2024 e il 2028 fino all’88% della domanda di lavoro sarà legata alla sostituzione dei pensionati. Un dato che, se da un lato riflette miglioramenti nell’aspettativa di vita, dall’altro evidenzia l’incapacità del sistema di rigenerarsi, nonostante la lieve riduzione dei Neet (giovani che non studiano e non lavorano) e l’aumento record dell’occupazione nel 2024.
Il rapporto, presentato durante la conferenza stampa del Festival del Lavoro – in programma a fine maggio a Genova – sottolinea come il problema non sia solo quantitativo, ma qualitativo. La diminuzione dei lavoratori, infatti, rischia di compromettere la competitività del sistema produttivo, già fragile per la scarsa integrazione di giovani e donne, che rappresentano la maggioranza degli inattivi (12,4 milioni). Senza interventi strutturali su welfare, formazione e politiche di inclusione, avvertono i consulenti del lavoro, l’Italia rischia di trovarsi impreparata di fronte a una crisi che, entro il 2030, avrà già ridotto la forza lavoro di 1,2 milioni di unità (-3,9%).




