Sud Italia, Crescita Economica e Inverno Demografico
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Redazione Interno
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Il Rapporto Svimez 2024, presentato ieri a Roma, ha evidenziato una crescita economica del Sud Italia superiore a quella del Nord per il secondo anno consecutivo. Tuttavia, il divario tra le due aree del Paese non sembra diminuire. Adriano Giannola, presidente di Svimez, ha spiegato che il Nord è relativamente più in crisi del Sud, ma la prospettiva è pesante per entrambe le regioni. La legge Calderoli, che rappresentava una fuga del Settentrione per risolvere la sua crisi, è stata definita da Giannola un'illusione, un suicidio.
Nonostante la crescita del PIL e delle esportazioni, il Sud Italia continua a soffrire di alti tassi di disoccupazione e precarietà lavorativa. La Campania, ad esempio, ha registrato una crescita economica dello 0,8% rispetto allo 0,7% del Centro-Nord, ma la precarietà lavorativa rimane elevata, con il 36% della popolazione in condizioni di lavoro instabile. Solo la Sicilia fa peggio, con un tasso di precarietà del 38%.
Il rapporto Svimez ha inoltre messo in luce un fenomeno preoccupante: l'inverno demografico. Entro il 2050, il Sud Italia perderà 813mila under 15, mentre aumenteranno gli over 65. Napoli sarà il capoluogo che perderà più residenti nel Paese, con una diminuzione di 124mila abitanti, mentre l'intera provincia ne perderà 356mila. Questo calo demografico avrà un impatto diretto sull'economia, mettendo a rischio l'istruzione primaria nelle aree interne come il Sannio, l'Alto Casertano e l'Avellinese, che si stanno spopolando.
L'emigrazione dalle aree interne rappresenta un'emergenza, con un impatto significativo sulla struttura sociale ed economica del Sud Italia. Nonostante l'aumento dell'occupazione, la povertà delle famiglie non diminuisce, e il "non lavoro" resta una piaga diffusa.




