L'Italia verso il collasso demografico: nel 2024 solo 370mila nati, il minimo storico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I dati Istat diffusi il 31 marzo dipingono un quadro sempre più preoccupante: nel 2024 sono nati appena 370mila bambini, diecimila in meno rispetto all’anno precedente. Ma è allargando lo sguardo agli ultimi vent’anni che la cifra assume toni drammatici: dal 2004 a oggi, il calo cumulato sfiora i 193mila neonati, un numero superiore all’intera natalità odierna del Nord Italia, dove nel 2024 ne sono stati registrati 171mila. Sebbene il fenomeno dell’inverno demografico sia noto da tempo, la velocità con cui sta progredendo lascia poco spazio all’ottimismo.

Parallelamente, la mortalità segna un leggero miglioramento: i decessi sono scesi a 651mila, circa 20mila in meno rispetto al 2023. Questo trend positivo si riflette nella speranza di vita, che raggiunge gli 83,4 anni, con un aumento di quasi cinque mesi rispetto all’anno precedente. Un dato che supera persino i livelli pre-pandemici, sebbene permangano forti disparità territoriali: il Trentino-Alto Adige svetta con la longevità più alta, mentre la Campania si attesta all’ultimo posto.

Un altro elemento che emerge con chiarezza è l’età sempre più avanzata delle madri italiane, in particolare nel Lazio, dove le donne partoriscono in media a 33,3 anni, sette mesi dopo la media nazionale (32,6). Roma, nello specifico, detiene il primato delle mamme più anziane, un fenomeno che non può essere spiegato solo con fattori clinici, ma che affonda le radici in dinamiche sociali ed economiche più complesse. Nonostante ciò, il tasso di fecondità regionale resta bassissimo: 1,12 figli per donna, ben al di sotto della soglia necessaria a garantire il ricambio generazionale.

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