Avellino e Reggiana, un derby di gol e personalità

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Allo stadio Partenio-Lombardi, un sabato di novembre illuminato da un sole pallido, si è consumato un match dal ritmo forsennato, uno di quelli che la Serie B, spesso avara di richiami nazionali, consegna invece alla cronaca per la sua intensità e la sua imprevedibilità. L'anticipo dell'undicesima giornata, trasmesso in diretta da DAZN e accessibile gratuitamente anche ai non abbonati, ha visto l'Avellino di Raffaele Biancolino affrontare la Reggiana di Davide Dionigi in una partita che, sul piano del risultato e delle emozioni, ha ampiamente mantenuto le promesse della vigilia. I lupi, reduci da un pareggio in trasferta, cercavano il conforto dei tre punti in casa, mentre gli emiliani, con due lunghezze di vantaggio in classifica, ambivano a consolidare una posizione già di tutto rispetto.

Il racconto di una partita folle

La gara, che si è subito rivelata pirotecnica, ha preso una direzione inaspettata dopo ventun minuti, quando un autogol di Simic ha portato in vantaggio la squadra ospite. Un episodio che avrebbe potuto spegnere gli entusiasmi locali, ma che invece ha acceso la fierezza della squadra di casa, la quale, undici minuti più tardi, ha trovato il pareggio grazie a una freddezza esemplare dalla lunetta: Roberto Insigne, infatti, ha trasformato con aplomb il calcio di rigore che ha ristabilito l'equilibrio. La ripresa, poi, è esplosa in un carosello di emozioni, con l'Avellino che ha trovato il vantaggio con Biasci al cinquantesimo minuto, per poi subire, in uno sfortunato arco di tempo, la doppietta di Novakovich che ha ribaltato nuovamente le sorti dell'incontro. Proprio quando la sconfitta sembrava ormai concretizzarsi, però, è arrivato il riscatto di Simic, il quale, cancellando la macchia dell'autogol, ha firmato il gol del definitivo pareggio, fissando il punteggio sul tre a tre e regalando una conclusione da brividi a una partita già di per sé ricca di colpi di scena.

Le parole di Insigne dopo la battaglia

Al termine di una simile bagarre, i microfoni hanno naturalmente cercato il protagonista della serata, Roberto Insigne, autore del gol del momentaneo pari e di una prestazione di carattere. L'attaccante, incrociando i giornalisti nella consueta conferenza stampa, ha affrontato con estrema lucidità il tema delle critiche che, in alcune precedenti uscite, gli erano state rivolte. «Non le ho lette e, a dire il vero, non le ho nemmeno percepite», ha dichiarato, aggiungendo con un tono pacato ma fermo che, in ogni caso, «fa parte del mio mestiere». Il suo approccio, come ha tenuto a sottolineare, è rimasto immutato: «Vado per la mia strada e cerco di dare il massimo per questa squadra e questa piazza», un'affermazione che delinea una personalità concentrata sul collettivo più che sulle voci di fondo.

Un giocatore al servizio della squadra

La sua riflessione è poi proseguita toccando le motivazioni che lo hanno spinto a vestire la maglia irpina. «Sono venuto qui per dare una mano a tutti», ha affermato, senza nascondere che un po' di critiche, in fondo, possano persino «fare bene per darmi una svegliata». Sulla responsabilità di calciare e realizzare il rigore decisivo, ha mostrato una serenità non comune: «Mi fa piacere», ha commentato, lasciando intendere come il suo contributo, in un momento delicato, fosse prima di tutto un dovere verso i compagni. Una dichiarazione d'intenti che pone l'accento sul valore del gruppo, un elemento, questo, che trascende il singolo risultato e che delinea il profilo di un calciatore la cui priorità assoluta rimane il bene della società per la quale milita.

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