Aerei da guerra Usa sorvolano Trump e Putin durante il cerimoniale di accoglienza in Alaska

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente russo Vladimir Putin è stato accolto alla base congiunta Elmendorf-Richardson, in Alaska, con un cerimoniale che non ha lasciato spazio a equivoci sul peso politico dell’incontro. Un tappeto rosso steso dai militari americani, la limousine presidenziale e, soprattutto, il sorvolo di un bombardiere stealth B-2 Spirit e di quattro caccia F-35 hanno scandito l’arrivo del leader del Cremlino. Gli stessi aerei da guerra che, solo a giugno, hanno condotto un raid su impianti nucleari in Iran hanno poi attraversato il cielo mentre Trump e Putin si dirigevano verso il podio per le foto ufficiali.

Prima di scendere dall’Air Force One, Trump aveva già fatto preparare ogni dettaglio, compreso l’allestimento del tappeto, che ha suscitato polemiche tra gli ucraini. Immagini dei soldati inginocchiati ai piedi della scaletta dell’aereo presidenziale russo sono state riprese da diverse testate, tra cui Sky News, alimentando malumori a Kiev. Pochi istanti dopo l’atterraggio, i due leader si sono incamminati l’uno verso l’altro, in un balletto di protocollo studiato per sottolineare l’importanza del vertice.

Putin evita le domande sul cessate il fuoco in Ucraina durante il breve punto stampa prima dei colloqui, Putin ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti, in particolare quella relativa a una possibile tregua in Ucraina. Interrogato sulla disponibilità ad accettare un cessate il fuoco, il presidente russo ha reagito con un gesto eloquente: un sopracciglio sollevato, lo sguardo distolto e un secco scuotimento di testa, come riportato da Nbc News. Una reazione che ha lasciato intendere quanto l’argomento rimanga un nodo irrisolto, nonostante le due ore di colloqui privati – ben oltre i tempi previsti – possano far pensare a un dialogo ancora aperto.

La Casa Bianca, tuttavia, ha invitato i giornalisti a non interpretare gli slittamenti dell’agenda come segnali positivi o negativi, mantenendo un riserbo che lascia spazio a letture diverse. Intorno al tavolo del pranzo ufficiale, insieme a Trump e Putin, sedevano anche il consigliere per la sicurezza nazionale Yuri Ushakov, il ministro degli esteri Sergej Lavrov e l’ambasciatore russo negli Usa Anatolij Antonov, mentre dalla parte americana spiccavano la presenza del segretario di Stato e altri alti funzionari.

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