Terremoto a Granada, magnitudo 5 e paura nella notte: danni ma nessun ferito
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Redazione Esteri
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Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.0 ha svegliato i residenti di Granada e di gran parte dell'Andalusia nella notte tra il 14 e il 15 agosto 2026, seminando panico e provocando danni materiali diffusi ma, fortunatamente, senza causare vittime. Il sisma, registrato dall'Istituto Geografico Nazionale spagnolo (IGN) poco dopo l'una, esattamente alle 1:04 ora locale, ha avuto il suo epicentro nel comune di Alhendín, situato a circa 10 chilometri a sud del capoluogo andaluso, con un ipocentro piuttosto superficiale fissato a una profondità di soli 2 chilometri.
La violenza della scossa, inizialmente stimata in 4,8 gradi e poi rivista al rialzo, è stata avvertita distintamente in almeno dieci province, causando un'ondata di chiamate ai servizi di emergenza e attivando immediatamente i protocolli per la gestione del rischio sismico.
Danni agli edifici e interventi dei vigili del fuoco
Nonostante l'intensità del fenomeno, che ha risvegliato turisti e residenti nel cuore della notte, non si registrano feriti né danni strutturali gravi e diffusi, come confermato dalle autorità locali. Il sindaco di Granada, Marifran Carazo, ha dichiarato sui social network che si stanno valutando i danni isolati, con particolare attenzione agli edifici più vulnerabili.
La scossa ha comunque provocato il distacco di cornicioni ed elementi delle facciate, la caduta di calcinacci e la formazione di crepe in diversi edifici, soprattutto nell'area metropolitana e in centri come Armilla.
I vigili del fuoco sono stati impegnati in un'intensa attività: secondo quanto riportato da Antonio Sanz, responsabile dei servizi di emergenza della regione Andalusia, sono state ricevute circa 300 chiamate e le squadre sono intervenute in 85 occasioni, concentrando le operazioni nella zona sud di Granada e nei comuni limitrofi per mettere in sicurezza gli immobili danneggiati e soccorrere alcune persone rimaste intrappolate.
Sciame sismico e attivazione del piano di emergenza
Il terremoto principale, avvertito chiaramente non solo nella provincia di Granada ma anche in quelle di Jaén, Almería, Málaga e Córdoba, è stato seguito da un vero e proprio sciame sismico che ha mantenuto alta la tensione per diverse ore. L'IGN ha registrato una prima scossa di assestamento di magnitudo 2.6 a Gojar a solo sei minuti di distanza dall'evento principale, e nelle ore successive si sono susseguite almeno quindici repliche di diversa intensità, concentrate nell'area metropolitana di Granada.
La situazione ha spinto il Governo dell'Andalusia ad attivare la fase di emergenza, nello specifico la situazione operativa 1 del Piano di gestione del rischio sismico, per coordinare al meglio i soccorsi e monitorare costantemente l'evoluzione della situazione. Il centro di coordinamento delle emergenze 112 ha gestito un centinaio di chiamate, fornendo indicazioni alla popolazione su come comportarsi e invitando alla calma, raccomandando di stare lontani da facciate, cornicioni e balconi che potrebbero presentare pericoli di crolli.
La risposta delle autorità e la dichiarazione di emergenza
Le autorità locali e regionali hanno tempestivamente risposto all'emergenza, rassicurando la popolazione circa l'assenza di vittime e la natura non catastrofica dei danni, pur ribadendo l'importanza della prudenza. Antonio Sanz Cabello, vicepresidente del governo regionale dell'Andalusia, ha annunciato la dichiarazione dello stato di emergenza in un messaggio pubblicato su X, invitando i cittadini a mantenere la calma e a evitare spostamenti non necessari, specialmente all'interno di edifici che potrebbero aver subito danni strutturali.
Le squadre di emergenza hanno lavorato senza sosta per mettere in sicurezza le aree più colpite e rimuovere i detriti caduti sulle strade, mentre i vigili del fuoco hanno effettuato sopralluoghi per verificare la stabilità degli edifici più antichi e vulnerabili, situati principalmente nel centro storico e nei quartieri periferici della città.
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