Flick ammette: "Non la nostra migliore serata", ma il Barcellona vola in semifinale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Hansi Flick non nasconde che quella contro il Borussia Dortmund non sia stata una prestazione memorabile per il Barcellona, ma alla fine ciò che conta è il biglietto strappato per le semifinali di Champions League. "Abbiamo affrontato un avversario molto forte, in un ambiente tremendo", ha riconosciuto il tecnico tedesco dopo il 3-1 subito al Signal Iduna Park, risultato che, tuttavia, non ha intaccato il vantaggio costruito nella gara d’andata. "Non è stata la nostra migliore serata, ma in partite come queste, contro squadre di tale livello, non è mai semplice. L’importante è aver raggiunto l’obiettivo".
La tripletta di Sehrou Guirassy, che ha riacceso per un attimo le speranze del Dortmund dopo il pesante 3-0 iniziale, non è bastata a fermare il cammino dei blaugrana, complici anche qualche incertezza difensiva dei gialloneri e l’autorete di Bensebaini. Se da una parte Flick ha dovuto ammettere le difficoltà incontrate, dall’altra ha sottolineato l’orgoglio per aver portato il club tra le migliori quattro d’Europa. "La Champions League è la competizione più bella del mondo, e raggiungere le semifinali è un traguardo fantastico per tutti: squadra, club e tifosi".
Inter o Bayern Monaco? Quando gli è stato chiesto quale avversario preferirebbe in semifinale, Flick ha evitato di sbilanciarsi. "Non ho preferenze", ha risposto con pragmatismo, concentrandosi piuttosto sul percorso fatto finora. Una posizione comprensibile, considerando che entrambe le squadre rappresentano ostacoli di prim’ordine: l’Inter, reduce da un’ottima stagione in Europa, e il Bayern, reduce da un dominio quasi incontrastato in Bundesliga.
Sul fronte opposto, Niko Kovac, pur sconfitto, ha trovato motivi di soddisfazione nella reazione della sua squadra dopo il tonfo dell’andata. "Eravamo delusi dal risultato di Barcellona, ma stasera ho visto qualità e carattere", ha commentato l’allenatore del Dortmund, evidenziando l’importanza del primo gol segnato tempestivamente. Un approccio che, seppur non sufficiente per il miracolo, ha almeno ridato dignità a una squadra uscita a testa alta.




