Fognini incanta Wimbledon, ma Alcaraz vince una battaglia da antologia
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Redazione Sport
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Fabio Fognini ha scritto un’altra pagina della sua carriera, regalando al Centrale di Wimbledon un match che difficilmente verrà dimenticato. Contro Carlos Alcaraz, campione uscente e numero due del mondo, il tennista italiano ha disputato una partita di rara intensità, perdendo solo al quinto set dopo quasi cinque ore di gioco (7-5, 6-7, 7-5, 2-6, 6-1). Un epilogo che, però, non cancella la grandezza di una prestazione in cui Fognini ha mostrato tutto il suo repertorio: colpi impossibili, recuperi da manuale e una lucidità che, troppo spesso in passato, è stata offuscata da nervosismo e impulsività.
L’erba londinese, che forse non lo vedrà più in azione, gli ha tributato una standing ovation. Persino Alcaraz, dopo aver superato il primo turno, ha espresso incredulità: «Perché smette? Potrebbe giocare fino a 50 anni». Una domanda che racchiude lo stupore di chi, davanti a un talento così puro, fatica a immaginare il tennis senza di lui. Eppure, il tempo avanza, e Fognini – che a Roma aveva già lasciato intendere di essere vicino al ritiro – sembra ormai proiettato verso l’addio.
Quella di ieri, però, è stata una delle sue migliori versioni. Non solo per i colpi spettacolari, come le veroniche che hanno lasciato a bocca aperta il pubblico, o i passanti tirati con una precisione chirurgica. Ma anche per la capacità di tenere testa a un avversario che, sulla carta, avrebbe dovuto chiudere i conti molto prima. Invece, Fognini lo ha trascinato in un quinto set, dimostrando che, quando vuole, può competere con chiunque.




