Matteo Rizzo porta Milano sul podio, l'Italia del ghiaccio brinda in casa
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Redazione Sport
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La capitale meneghina, che per l'occasione olimpica ha vestito i panni di una regina del pattinaggio pur essendo priva, nella quotidianità, di un impianto dedicato all'allenamento di alto livello, ha potuto assistere a un gesto di rara potenza simbolica. Matteo Rizzo, pattinando davanti a un parterre d'eccezione che comprendeva anche Novak Djokovic, ha infatti conquistato una medaglia, unendosi a quel ristrettissimo novero di atleti capaci di salire sul podio in una Olimpiade casalinga. Il suo grido di gioia rivolto alle tribune del Forum, gremite e festanti, ha rappresentato il culmine di un percorso personale e, al tempo stesso, il punto di arrivo di una rivalsa per un intero movimento sportivo che spesso si allena in condizioni di precarietà.
L'impresa collettiva dietro il bronzo storico
Quel podio, tuttavia, non sarebbe stato possibile senza il contributo, meno visibile ma fondamentale, di una squadra estesa. Un esempio lampante è costituito dal lavoro dell'asiaghese Gabriele Minchio, allenatore di Lara Naki Gutmann, il cui apporto tecnico e strategico è stato decisivo per il conseguimento del bronzo italiano nel team event. Una medaglia, quella a squadre, il cui valore intrinseco risiede proprio nella sua natura corale, essendo il frutto di una somma di performance individuali sapientemente calibrate e di una gestione meticolosa, quasi chirurgica, delle energie e del punteggio da parte dello staff tecnico.
Fabbri e Guignard, una lunga storia di coppia ancora in gara
Sul ghiaccio della danza, intanto, continua la militanza d'alto livello di Marco Fabbri e Charlène Guignard, coppia sia nella vita privata che in quella agonistica da oltre un quindicennio. Reduci dal bronzo ottenuto proprio nella gara a squadre, i due hanno affrontato la rhythm dance piazzandosi al quinto posto, un risultato che, sebbene li tenga a debita distanza dalle coppie di vertice, non preclude affatto la possibilità di lottare per un ulteriore alloro nella prova libera. La loro esibizione, accompagnata dalle note dei Backstreet Boys e sostenuta da un pubblico decisamente partigiano, ha dimostrato una consuetudine e un affiatamento che solo gli anni di condivisione totale possono forgare.
Il sogno olimpico vive nella prova libera
L’attesa, adesso, è tutta rivolta alla prova libera della danza su ghiaccio, momento in cui Fabbri e Guignard avranno l'ultima opportunità di lasciare il segno in queste Olimpiadi casalinghe. La loro storia, costellata di successi continentali e mondiali, si arricchisce già del metallo olimpico vinto in squadra, ma l'ambizione di salire sul podio nella competizione specifica rimane un obiettivo concretamente perseguibile. Lo spettacolo che offriranno sul ghiaccio sarà l'ultimo capitolo, per ora, di una carriera simbiotica che ha portato l'Italia ai vertici di una disciplina elegante e tecnica.




