Addio agli scontrini di carta, il Parlamento avvia la transizione digitale
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Redazione Economia
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Il Parlamento italiano ha imboccato la strada che porterà all’eliminazione graduale degli scontrini cartacei, sostituiti da documenti commerciali digitali. Una scelta che, se da un lato risponde alle esigenze di sostenibilità ambientale – riducendo l’uso di carta termica, spesso non riciclabile – dall’altro punta a rendere più efficiente la tracciabilità dei pagamenti, contrastando l’evasione fiscale. La Commissione Finanze della Camera, su proposta di Fratelli d’Italia con il deputato Saverio Congedo come primo firmatario, ha approvato una risoluzione che impegna il governo a definire un quadro normativo per questa transizione.
Dal 2026, i registratori di cassa telematici dovranno integrarsi automaticamente con i POS, eliminando la doppia emissione di ricevuta cartacea e scontrino fiscale. Oggi, infatti, chi paga con carta o bancomat riceve entrambi i documenti, sebbene solo quello digitale abbia effettivo valore ai fini della tracciabilità. «Lo scontrino di carta, da solo, non garantisce contro l’evasione», si legge nella risoluzione, che sottolinea come la registrazione telematica sia già lo strumento principale per il controllo dei corrispettivi.
La svolta definitiva arriverà nel 2027, quando l’emissione dello scontrino fiscale cartaceo sarà progressivamente abolita. Una misura che, oltre a semplificare le operazioni per i commercianti, avrà un impatto ambientale non trascurabile: si stima che ogni anno in Italia vengano stampati miliardi di scontrini, molti dei quali – ammettiamolo – finiscono accartocciati in tasca o gettati via pochi minuti dopo l’acquisto.
La risoluzione, approvata il 16 giugno 2025, non solo ridefinisce le modalità di trasmissione dei dati fiscali, ma segna un cambio di passo nella gestione delle transazioni commerciali. I consumatori, una volta completata la transizione, riceveranno direttamente sul proprio smartphone o via email la ricevuta digitale, consultabile in qualsiasi momento. Un sistema che, oltre a ridurre gli sprechi, garantirà maggiore trasparenza.




