L'Italia verso l'addio agli scontrini di carta: il piano del governo in tre fasi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Gli scontrini cartacei, da decenni simbolo di ogni transazione commerciale, potrebbero presto diventare un ricordo. La commissione Finanze della Camera ha approvato una risoluzione presentata da Fratelli d’Italia – primo firmatario il deputato Saverio Congedo – che impegna il governo a definire un percorso normativo per la progressiva sostituzione della carta termica con ricevute digitali. Un cambiamento che, sebbene non immediato, segna un passo decisivo verso la dematerializzazione dei documenti fiscali, con ricadute sia sulla lotta all’evasione che sulla riduzione dell’impatto ambientale.

Il testo, votato nei giorni scorsi, prevede una transizione articolata in più fasi. A partire dal 2026, i registratori di cassa telematici dovranno integrarsi automaticamente con i POS, eliminando la doppia emissione di scontrino fisico e ricevuta di pagamento. Oggi, infatti, chi paga con carta o bancomat riceve entrambi i documenti, un sistema che – oltre a generare spreco – non garantisce piena tracciabilità. «Lo scontrino cartaceo», si legge nella risoluzione, «è efficace solo se accompagnato da registrazione telematica», lasciando spazio a possibili manipolazioni.

La svolta definitiva è attesa per il 2027, quando inizierà il phase-out delle ricevute stampate, sostituite da alternative digitali inviate via email, app o codici QR. Una scelta che rientra nel più ampio piano di sostenibilità del governo, volto a ridurre l’uso di carta termica – non riciclabile e contenente sostanze come il bisfenolo A – ma anche a semplificare i controlli sull’evasione. Nonostante i tempi dilatati, l’obiettivo è chiaro: rendere obsoleta la stampa fisica, allineando l’Italia a Paesi come il Portogallo, dove il digitale è già realtà.

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