Santanché rinviata a giudizio per false comunicazioni sociali
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Redazione Interno
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La Ministra del Turismo, Daniela Santanché, è stata rinviata a giudizio con l'accusa di false comunicazioni sociali riguardanti la gestione della società Visibilia, da lei fondata. La decisione è stata presa dal Gup di Milano, Anna Magelli, al termine di una breve camera di consiglio. La vicenda, che ha scosso il panorama politico e pubblico, solleva questioni legate alla trasparenza e alla correttezza nelle operazioni economiche, nonché all'etica e alla moralità di chi riveste un ruolo di governo.
Visibilia Editore, il gruppo al centro dell'inchiesta, è stato fondato dalla stessa Santanché, che ha dismesso le cariche nel 2022 e recentemente anche le quote. La procura meneghina ha sostenuto la tesi delle false comunicazioni sociali, portando il caso davanti al giudice. La decisione di rinviare a giudizio la ministra e altri 17 imputati, tra cui dirigenti e collaboratori della società, è stata accolta con sorpresa e amarezza dalla difesa, che si aspettava comunque un esito simile.
Il caso Visibilia rappresenta un nuovo capitolo nel lungo dossier giudiziario che vede protagonista la senatrice di Fratelli d’Italia. Le accuse di false comunicazioni sociali riguardano la gestione dei conti del gruppo editoriale, che avrebbe fornito informazioni non veritiere agli azionisti e al pubblico. La difesa di Santanché ha dichiarato che la decisione del giudice lascia l'amaro in bocca, ma era prevedibile.
La ministra, che non è comparsa in aula durante la camera di consiglio, dovrà ora affrontare il processo insieme agli altri imputati. La vicenda aggiunge ulteriori pressioni sul governo Meloni, già alle prese con altre questioni politiche e giudiziarie.




