I sindaci eletti in Lombardia: affluenza in calo e risultati definitivi delle amministrative
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Redazione Interno
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Le urne si sono chiuse alle 15 di lunedì 26 maggio, segnando la fine di una tornata elettorale che ha coinvolto 18 comuni lombardi, chiamati a eleggere i nuovi sindaci e a rinnovare i consigli comunali. L’affluenza, tuttavia, non ha brillato: appena il 52,17% degli aventi diritto ha esercitato il proprio voto, un dato in netto calo rispetto al 56,15% registrato nella precedente consultazione. Un elemento che accomuna tutti i municipi al voto è la circostanza eccezionale che li ha portati alle urne: nessuna amministrazione aveva raggiunto la scadenza naturale del mandato, essendo state indette elezioni anticipate a seguito di crisi politiche, dimissioni o eventi tragici.
A Rozzano, in provincia di Milano, il centrodestra ha riconquistato il comune con un margine netto, superiore ai 30 punti percentuali, grazie alla vittoria di Mattia Ferretti, figlio del precedente sindaco Gianni Ferretti, scomparso improvvisamente lo scorso anno. Una vittoria che consolida il dominio di Forza Italia in un territorio storicamente legato alla famiglia Ferretti. Diversa la situazione a Desio, dove il centrosinistra è riuscito a riconquistare la guida della città dopo un mandato intermedio.
Nei comuni più popolosi, quelli con oltre 15mila abitanti, lo spoglio è ancora in corso e in alcuni casi si prospetta un ballottaggio. A Cernusco sul Naviglio, ad esempio, il testa a testa è serrato tra Claudio Mereghetti, sostenuto dal centrodestra, e Paola Colombo, una delle tre candidate del centrosinistra: con il 65% delle sezioni scrutinato, i due sono quasi alla pari, rispettivamente al 36,3% e al 37%. Stesso scenario a Saronno, dove la competizione rimane aperta.
Nei comuni più piccoli del comasco – Asso, Binago e Cirimido – l’affluenza è crollata rispetto al passato, confermando un trend già emerso altrove. Ad Asso, che conta poco più di 3.500 abitanti, solo il 51,87% degli elettori si è recato alle urne, un dato ben al di sotto del 66,47% registrato nelle precedenti amministrative. Un segnale che, al di là delle vittorie e delle sconfitte, riflette un crescente disinteresse verso la politica locale, almeno nelle aree meno popolate.




