Meta AI su WhatsApp: l'assistente che risponde (e a volte sbaglia)
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Aprire WhatsApp e trovare, accanto alle chat dei contatti, un cerchio colorato che invita a interagire con un’intelligenza artificiale non è più un’ipotesi futuribile. Meta AI, il chatbot basato sul modello Llama 3.2 sviluppato da Mark Zuckerberg, è ora integrato nell’app di messaggistica, su Instagram e su Facebook Messenger, senza che gli utenti possano rimuoverlo. Un cambiamento che ha suscitato reazioni contrastanti: c’è chi lo usa per chiedere ricette o risolvere dubbi, chi lo ignora, e chi ride dei suoi errori.
L’assistente, che sfrutta il linguaggio naturale per rispondere a domande o generare immagini, non sempre colpisce nel segno. Alcuni utenti segnalano risposte confuse, altre volte del tutto fuori contesto, come accaduto con un utente che, chiedendo consigli su un ristorante, si è visto suggerire un locale chiuso da anni. Se da un lato l’innovazione promette di semplificare ricerche e interazioni, dall’altro solleva interrogativi sulla privacy, dato che le conversazioni con Meta AI contribuiscono ad addestrare il sistema.




