Fiat Topolino e il valore del design italiano: premio Compasso d’Oro alla microcar che guarda al passato

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il design industriale italiano, che da decenni rappresenta un’eccellenza riconosciuta sui mercati internazionali, ha celebrato la sua 29esima edizione del Premio Compasso d’Oro ADI, consegnato venerdì 22 maggio a Milano in una cerimonia alla quale ha preso parte l’assessore regionale lombarda alla Cultura Francesca Caruso.

Tra i vincitori di quest’anno spicca un oggetto che, nonostante le dimensioni ridotte, ha saputo catturare l’attenzione di critica e pubblico: la Fiat Topolino, il quadriciclo elettrico che omaggia l’iconico modello degli anni Cinquanta reinterpretandolo in chiave contemporanea.

Il riconoscimento, uno dei più antichi e prestigiosi al mondo nel settore – nato nel 1954 da un’idea di Gio Ponti – non si limita a premiare l’estetica del veicolo, ma ne certifica l’importanza come progetto capace di coniugare memoria storica, sostenibilità urbana e accessibilità. La microcar, che nelle intenzioni di Fiat vuole incarnare lo spirito della “Dolce Vita” su ruote, entra così a far parte della Collezione Compasso d’Oro ADI, un patrimonio che dal 2004 è ufficialmente riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali come «di eccezionale interesse artistico e storico» e che trova casa all’ADI Design Museum di Milano.

La Topolino, un omaggio alla storia che guarda alla mobilità del futuro

Ciò che rende interessante la vittoria della Topolino – al di là del premio in sé – è la capacità del progetto di sintetizzare due anime apparentemente distanti: da un lato, la nostalgia per un’auto mitica, la “piccola” che negli anni Cinquanta e Sessanta rappresentò la motorizzazione di massa per milioni di italiani; dall’altro, l’urgenza di ripensare gli spostamenti urbani in un’ottica di decarbonizzazione e riduzione degli ingombri.

Il veicolo, lungo poco più di due metri e mezzo e largo circa un metro e mezzo, è tecnicamente un quadriciclo leggero elettrico, spinto da un motore da 8 cavalli alimentato da una batteria da 5,5 kWh che garantisce un’autonomia di circa 75 chilometri. Un dato, quest’ultimo, che lo rende adatto esclusivamente alla mobilità cittadina o a tragitti extraurbani molto brevi, ma che proprio per questo lo trasforma in un laboratorio ideale per sperimentare nuovi paradigmi di condivisione dello spazio pubblico.

La versione Dolcevita, quella che più ha colpito la giuria del Compasso d’Oro, sostituisce le portiere tradizionali con corde intrecciate e monta un tettuccio in tela arrotolabile, strizzando l’occhio alle spiagge della Riviera Ligure e a quell’immaginario vacanziero che da sempre accompagna il marchio torinese.

Il Compasso d’Oro come sigillo di eccellenza e patrimonio nazionale

Il valore del premio ricevuto dalla Topolino non è solo simbolico, perché l’iscrizione nella Collezione storica comporta un’implicita tutela da parte dello Stato: ogni oggetto che vi entra contribuisce a raccontare l’evoluzione del gusto, delle tecniche produttive e dei materiali nel nostro Paese. In questa edizione, la Topolino ha condiviso il palcoscenico con altri esempi di altissima progettazione, a dimostrazione dell’eclettismo del design italiano contemporaneo.

Tra questi, il manifesto storico dell’Azienda Trasporti Milanesi (Atm) – che ha vinto per la mostra “ATM MANIFESTO – Storie, Viaggi e Design” – e alcuni sistemi di illuminazione capaci di elevarsi a opere d’arte. Non è mancato nemmeno un riconoscimento alla Ferrari 12 cilindri, l’ultima evoluzione del motore aspirato della casa di Maranello, che pur appartenendo a una fascia di mercato totalmente opposta a quella della Topolino condivide con essa l’attenzione maniacale per le forme e le proporzioni.

A completare il quadro, una miniruspa prodotta da un’azienda italiana, a testimonianza che il design non è appannaggio esclusivo dell’automotive o dell’arredamento, ma investe l’intero spettro della produzione industriale.

La Sportiva e il Compasso d’Oro alla carriera a Lorenzo Delladio

Un capitolo a parte merita la cerimonia di premiazione che ha visto protagonista Lorenzo Delladio, presidente e amministratore delegato di La Sportiva, il quale ha ricevuto il Compasso d’Oro alla carriera. L’azienda, fondata nel 1928 a Ziano di Fiemme, in Trentino, da Narciso Delladio – un calzolaio di Tesero – è oggi leader mondiale nella produzione di calzature tecniche per l’arrampicata e l’alta montagna, distribuita in oltre 80 Paesi.

Il premio alla carriera, nella motivazione espressa dalla giuria, ha voluto celebrare la capacità di Delladio di aver saputo coniugare l’innovazione tecnologica dei materiali con la tradizione artigiana del territorio, senza mai delocalizzare la produzione ma anzi radicandola ancora di più nelle Dolomiti.

Un percorso, quello dell’imprenditore trentino, che in qualche modo corre parallelo a quello della stessa Fiat Topolino: entrambi i progetti, seppur in settori diversissimi, dimostrano come il made in Italy nel XXI secolo non possa più prescindere da una narrazione chiara delle proprie radici, trasformando vincoli territoriali e memoria storica in un vantaggio competitivo in grado di competere sui mercati globali.

La presenza di questi due mondi – quello della microcar urbana e quello dell’attrezzatura da montagna – sotto lo stesso tetto dell’ADI Design Museum restituisce l’idea di un design italiano che non teme i contrasti, anzi li ricerca per alimentare la propria capacità di innovare.

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