India, aereo si schianta con 242 persone a bordo. Il dolore del Papa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un Boeing 787 della Air India, partito da Ahmedabad con destinazione Londra, si è schiantato pochi minuti dopo il decollo, precipitando su un dormitorio di studenti di medicina nel quartiere di Meghani Nagar. Dei 242 passeggeri ed equipaggio a bordo, solo due sono sopravvissuti al disastro, che ha provocato una strage senza precedenti negli ultimi anni nel settore dell’aviazione civile indiana.

Tra le ipotesi tecniche avanzate dagli esperti, quella più plausibile riguarda un malfunzionamento dei flap, gli ipersostentatori che, se non estesi correttamente, avrebbero compromesso la portanza dell’aereo durante la fase di decollo. Le immagini riprese da alcuni testimoni mostrano il velivolo che, dopo un’iniziale ascesa, entra in stallo e precipita inesorabilmente, trasformandosi in un ammasso di lamiere incastrate tra le abitazioni.

Uno dei sopravvissuti, Vishwas Kumar Ramesh, seduto al posto 11A, ha raccontato di essersi risvegliato tra le macerie, circondato dai corpi senza vita dei compagni di volo, incluso quello del fratello. La sua testimonianza, seppur frammentaria, offre uno squarcio agghiacciante sui momenti successivi all’impatto, mentre i soccorritori tentavano di estrarre i superstiti tra le fiamme.

Il Papa, attraverso un telegramma firmato dal cardinale Pietro Parolin, ha espresso la sua «profonda tristezza» per la tragedia, inviando condoglianze alle famiglie delle vittime. Un gesto che, seppur formale, riflette lo sgomento di fronte a una catastrofe che ha lasciato poche speranze di sopravvivenza.

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