La battuta sui droni e il vertice Nato di Ankara: Zelensky sfida Putin tra ironia e tecnologia
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Redazione Esteri
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La risposta, secca e al contempo ironica, è arrivata nel corso del bilaterale di Ankara, a margine del vertice Nato che si è tenuto l'8 e 9 luglio. Alla domanda del presidente americano Donald Trump sulla sua disponibilità a recarsi a Mosca per avviare colloqui di pace con Vladimir Putin, Volodymyr Zelensky ha replicato con un sorriso: «È difficile, è pericoloso, ci sono troppi droni ucraini in volo su Mosca».
Una battuta, quella del leader ucraino, che ha strappato l'ilarità dei giornalisti presenti e che è rimbalzata immediatamente sui social, dove è stata accolta come un simbolo del nuovo corso del conflitto, sempre più segnato dall'offensiva tecnologica di Kiev.
L'incontro di Ankara e la svolta sui sistemi Patriot
Al di là della battuta, il vertice di Ankara ha rappresentato per Kiev un successo diplomatico di non poco conto. Dopo mesi di tensioni e lo scontro frontale alla Casa Bianca nel febbraio del 2025, Trump e Zelensky hanno mostrato un rapporto rinnovato. «Dallo Studio Ovale a oggi, io e Zelensky abbiamo sviluppato un buon rapporto», ha dichiarato il presidente americano, riconoscendo i progressi militari dell'Ucraina.
La notizia più rilevante emersa dal faccia a faccia è stata la concessione, da parte degli Stati Uniti, della licenza per la produzione in Ucraina dei sistemi di difesa aerea Patriot. «Mostreremo loro come si fanno, così non potrete lamentarvi», ha detto Trump, annunciando di fatto un'apertura che Kiev inseguiva da tempo per autonomia e capacità produttiva.
La guerra dei droni e il "sopravvento tecnologico"
La frase di Zelensky non era solo una trovata comunicativa, ma il riflesso di una strategia militare che sta cambiando le sorti del conflitto. Come riportato da più fonti, l'Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro obiettivi strategici russi, colpendo raffinerie, depositi di carburante e terminali petroliferi in profondità.
«Attualmente l'esercito russo sta perdendo terreno, ora il punto principale è la tecnologia, e credo che dal punto di vista tecnologico abbiamo una sorta di sopravvento», ha argomentato Zelensky, spiegando come l'Ucraina stia dimostrando una capacità di produzione e innovazione nel settore dei droni che sorprende persino gli alleati. Questi attacchi, che hanno raggiunto installazioni a oltre 2.500 chilometri dal confine, hanno causato una significativa carenza di carburante in Russia, tanto da costringere Mosca a vietare le esportazioni di diesel.
Lo stesso Trump, pur definendo l'iniziativa "un'escalation", ha riconosciuto che potrebbe «contribuire a mettere fine alla guerra».
La pressione su Putin e le condizioni di pace
Nel corso del vertice, Donald Trump ha ribadito di parlare «molto» con Vladimir Putin, definendolo «un personaggio difficile», ma assicurando che anche il presidente russo desidererebbe porre fine al conflitto. «Putin sta perdendo terreno», ha insistito Zelensky, aggiungendo che le condizioni per la pace di Mosca sono cambiate rispetto all'inizio dell'invasione, quando la Russia era «più forte».
L'obiettivo di Kiev, come riferito, è quello di utilizzare la propria superiorità tecnologica nella guerra dei droni come leva per costringere Putin a un tavolo negoziale a condizioni accettabili, anche se l'eventualità di un viaggio a Mosca per siglare l'accordo, come ha scherzosamente fatto intendere lo stesso Zelensky, resta per ora un'ipotesi remota e pericolosa.




