Siria, avanzata dei ribelli e implicazioni geopolitiche

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La situazione in Siria, già complessa e drammatica, si sta ulteriormente deteriorando. Ad Aleppo, città simbolo del conflitto, la calma apparente in alcune zone contrasta con gli scontri violenti in altre. La popolazione, in preda al panico, cerca rifugio altrove, ma nemmeno le strade offrono sicurezza, minacciate dai cecchini e dai missili che cadono indiscriminatamente. Un missile è caduto vicino al convento dei francescani, il collegio Terra Santa, aumentando il senso di insicurezza tra i civili.

L'avanzata dei ribelli jihadisti, che dopo Aleppo hanno preso il controllo della provincia di Idlib, rappresenta un duro colpo per il regime di Bashar al-Assad, sostenuto da anni dagli sforzi militari, politici e diplomatici di Iran e Russia. La tenuta del sistema di potere siriano vacilla, e la situazione rischia di sfuggire di mano al presidente Assad.

Nel contesto internazionale, la Siria continua a essere un teatro di scontro tra potenze globali. L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha avuto ripercussioni anche in Medio Oriente. Una settimana prima dell'invasione, Sergey Shoigu, allora ministro della Difesa russo, si recò a Damasco accompagnato dai vertici dell'esercito e da una flotta di navi da guerra, partecipando alla più grande esercitazione militare russa nel Mediterraneo dai tempi della guerra fredda. Questa dimostrazione di forza aveva l'obiettivo di consolidare la presenza russa nella regione e di sostenere il regime di Assad.

Tuttavia, l'avanzata dei ribelli jihadisti e la crescente instabilità in Siria mettono a rischio gli interessi strategici della Russia.

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