Napoli-Torino, amici per la pelle e nemici per un gol: Conte e D’Aversa in campo, Simeone contro il suo passato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà una serata di calcio, certo, ma anche di incroci personali e di incroci di sguardi quella che andrà in scena venerdì 6 marzo allo Stadio Diego Armando Maradona, quando il Napoli di Antonio Conte ospiterà il Torino di Roberto D’Aversa per la ventottesima giornata di Serie A, con fischio d’inizio previsto per le 20:45 e diretta affidata a DAZN, visibile sul canale 214 per gli abbonati Sky. Non si tratta però del classico confronto tra due squadre che inseguono obiettivi diversi, con gli azzurri proiettati verso la zona Champions League, forti dei loro 53 punti, e i granata ancora con l’acqua alla gola per allontanarsi dalle zone calde della classifica, nonostante la boccata d’ossigeno arrivata all’esordio del nuovo tecnico contro la Lazio. Il match, al di là delle esigenze di classifica, porta con sé il peso specifico di legami profondi e di storie condivise che rischiano di trasformare il campo in un palcoscenico dove l’affetto, per novanta minuti, dovrà necessariamente passare in secondo piano.

Il legame che unisce i due allenatori, del resto, è talmente solido da poter essere definito fraterno, un’amicizia nata vent’anni fa a Siena quando Conte era il vice di Luigi De Canio e D’Aversa un calciatore in campo, e consolidatasi poi nelle estati trascorse in simbiosi, con le loro famiglie diventate un’unica cosa, tanto che il tecnico salentino ha voluto Antonio come padrino di sua figlia Sofia. Un rapporto, questo, che rende la sfida del Maradona ancora più particolare, perché se è vero che in passato i cinque confronti diretti hanno sorriso quasi sempre a Conte, è altrettanto vero che D’Aversa, nel suo esordio vincente contro i biancocelesti, ha già dimostrato di aver trasmesso alla squadra quella solidità mentale che era mancata nelle settimane precedenti, e chissà che non possa trarre proprio dall’intesa con il collega e amico qualche suggerimento, magari nemmeno richiesto, per preparare al meglio l’insidia.

Se il rapporto tra le panchine è di quelli che vanno oltre il professionismo, dall’altra parte c’è Giovanni Simeone, il Cholito, che si appresta a varcare il cancello del Maradona per la prima volta da avversario dopo aver lasciato Napoli nell’estate del 2025, quando il Torino lo ha prelevato con la formula del prestito con obbligo di riscatto, fissato poi a sei milioni, una cifra che ha trovato una singolare corrispondenza nel contestuale acquisto di Milinkovic-Savic da parte degli azzurri. Per lui, che a Napoli ha trascorso tre anni e vinto due scudetti, contribuendo con 14 gol in 103 presenze e con quello spirito di sacrificio che gli aveva fatto accettare il ruolo di riserva ai tempi di Spalletti, tornare in quello stadio che porta il nome del suo idolo significa ritrovare emozioni contrastanti, ma non per questo sarà disposto a fare sconti, lui che all’andata aveva già punito gli azzurri con un gol destinato a lasciare il segno nella stagione di Conte.

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