Napoli-Torino, la strada per D’Aversa si fa subito in salita: al Maradona contro Conte per blindare la Champions
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Redazione Sport
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Il successo all’esordio contro la Lazio, maturato lunedì sera grazie a una doppietta firmata dagli ex azzurri Simeone e Zapata, ha certamente regalato entusiasmo all’ambiente granata, ma per Roberto D’Aversa la luna di miele con il Torino è destinata a durare ben poco. L’esordio in trasferta del nuovo tecnico, subentrato nelle scorse settimane a Marco Baroni per provare a raddrizzare una stagione fin qui complicata, coincide infatti con la difficile trasferta sul campo del Napoli, atteso venerdì 6 marzo allo stadio Diego Armando Maradona per la ventottesima giornata di Serie A. Se da un lato i partenopei, forti del tricolore cucito sul petto e attualmente terzi in classifica a quota 53 punti, intendono consolidare la propria posizione in zona Champions League, dall’altro gli uomini di D’Aversa, fermi a 30 punti e reduci da una stagione di alti e bassi, devono assolutamente muovere la classifica per allontanarsi definitivamente dalle acque pericolose della zona retrocessione. Il cammino del nuovo allenatore, quindi, si presenta in salita fin da subito, con una prova del fuoco che metterà alla prova la tenuta mentale e tattica del gruppo dopo l’entusiasmante vittoria interna.
Ex innesti e nodi di formazione, con Lobotka in forte dubbio per la regia
La vigilia del match del Maradona è inevitabilmente caratterizzata dai numerosi incroci che legano le due squadre, sia sul rettangolo di gioco che nelle rispettive storie recenti. Da una parte ci saranno gli ex granata come Alessandro Buongiorno, Milinkovic-Savic e Elmas, desiderosi di ben figurare contro il loro passato; dall’altra gli ex azzurri che vestono la maglia del Toro, a partire proprio dai due goleador dell’ultimo turno, Simeone e Zapata, pronti a rendersi nuovamente pericolosi. Al di là della ridda di incroci e dei pronostici che arrivano dal mondo del giornalismo, come quello di Giuseppe Cruciani che ipotizza un 2-0 per i padroni di casa firmato Lukaku e Hojlund, la preparazione della gara è segnata da un’emergenza in casa Napoli. Il centrocampista Stanislav Lobotka, infatti, ha rimediato un infortunio muscolare nella seduta di allenamento di martedì e la sua presenza tra i convocati per la sfida di venerdì è fortemente a rischio. Antonio Conte, che proprio in questi giorni ha ritrovato De Bruyne e Anguilla a disposizione del gruppo, sta valutando chi affidare la cabina di regia: l’ipotesi principale, qualora lo slovacco dovesse dare forfait, porta al giovane scozzese Gilmour, chiamato a dirigere le operazioni in una serata dal peso specifico notevole per le ambizioni europee degli azzurri.
Il peso della classifica e le diverse priorità in campo
Osservando la classifica, emerge chiaramente la differente natura degli obiettivi che animeranno la contesa. Il Napoli, dopo ventisette giornate, occupa il terzo gradino del podio con 53 punti, frutto di sedici vittorie, cinque pareggi e sei sconfitte, ed è reduce da un successo in rimonta per 2-1 sul Verona che ha rinsaldato la fiducia nell’ambiente. Gli uomini di Conte, che in questa fase della stagione devono difendere il piazzamento Champions dalle insidie di Roma e delle altre inseguitrici, sanno bene che ogni passo falso potrebbe costare caro in una corsa che vede l’Inter saldamente in vetta e il Milan alle sue spalle. Il Torino, al contrario, naviga in quattordicesima posizione con 30 punti, un bottino che, se da un lato non proietta certo la squadra verso sogni europei, dall’altro non garantisce ancora la necessaria tranquillità per affrontare il finale di stagione senza affanni. La squadra granata, nell’ultimo periodo, ha mostrato una preoccupante alternanza di prestazioni, passando dal roboante 6-0 subito a Como al convincente 2-0 inflitto alla Lazio, e deve ritrovare quella continuità di rendimento che sola può permettere di raggiungere una salvezza serena.
Un precedente favorevole e la sfida tattica tra i due tecnici
Il confronto diretto tra Napoli e Torino giocato all’andata, lo scorso 18 ottobre, sorride ai granata, che si imposero con un netto 1-0 davanti al pubblico amico, un risultato che i partenopei proveranno a vendicare davanti ai propri tifosi per mantenere intatto il proprio inviolato cammino interno in questo campionato. Sarà una partita che si giocherà anche e soprattutto sul piano della tensione nervosa: da una parte Conte, abituato a gestire la pressione della volata per la Champions, dall’altra D’Aversa, chiamato a trasmettere alla sua squadra la stessa cattiveria agonistica vista contro la Lazio ma con la consapevolezza di affrontare un avversario di caratura superiore, specialmente tra le mura amiche del Maradona. Il tecnico salentino, in particolare, dovrà lavorare sull’equilibrio della sua squadra, spesso troppo vulnerabile nelle trasferte di questa stagione, e cercare di sfruttare le ripartenze per impensierire la retroguardia azzurra, che potrà contare sul ritrovato apporto di uomini chiave come Lukaku, reduce da un gol all’ultima uscita. La sfida, insomma, si preannuncia combattuta e ricca di implicazioni tattiche, con due squadre che inseguono obiettivi diversi ma ugualmente importanti per le loro stagioni.




