Tasse universitarie, per Medicina a Tirana si allinea il costo a quello italiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, è intervenuta personalmente per dirimere la questione, che aveva sollevato non poche perplessità, definendo il diritto allo studio un principio concreto e non una semplice espressione di facciata. La sua determinazione, emersa dopo un confronto diretto con il rettore dell'ateneo romano, ha prodotto un chiarimento immediato: gli iscritti al corso di laurea in Medicina e Chirurgia svolto nella sede albanese non dovranno sostenere oneri economici superiori rispetto ai colleghi che frequentano le aule nella capitale italiana.

L'accordo con l'ateneo albanese e la rimodulazione delle rette

L'università Tor Vergata, la quale ha attivato un percorso di doppio Titolo in partnership con l'Università Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana, ha dunque precisato la propria posizione. Il rettore, recependo le sollecitazioni governative, ha annunciato che le tasse per i duecentoventi studenti assegnati alla sede estera verranno calcolate sulla base della situazione economica familiare, applicando il medesimo sistema Isee vigente per l'Italia. Una rimodulazione che arriva a pochi giorni dalla scadenza naturale per il perfezionamento delle iscrizioni, scongiurando il rischio di una maxi-retta che avrebbe potuto gravare in modo significativo sulle famiglie.

Il contesto dell'assegnazione alla sede estera

La vicenda aveva avuto origine dall'assegnazione automatica di un gruppo di candidati, tutti regolarmente vincitori del test nazionale di ammissione, al polo didattico in Albania. Un meccanismo, quello della distribuzione nelle sedi disponibili, che fa parte delle regole del sistema universitario nazionale ma che, in questo caso specifico, aveva creato una situazione inedita per gli studenti, costretti a pianificare il proprio percorso di studi all'estero. La convenzione tra i due atenei, del resto, garantisce il pieno riconoscimento del titolo e l'accreditamento della sede albanese, sebbene l'impostazione della tariffazione fosse rimasta inizialmente in una zona d'ombra.

La soluzione trovata e i suoi effetti pratici

Con l'intervento della ministra Bernini, che ha ribadito come non debbano esistere disparità tra studenti dello stesso corso impartito in due diverse location, si è quindi giunti a una equiparazione formale. L'università si è impegnata a inviare una comunicazione ufficiale a tutti gli interessati, illustrando nel dettaglio le modalità di pagamento secondo i criteri Isee. Una soluzione che, di fatto, neutralizza il potenziale aggravio finanziario e tenta di restituire centralità alla questione didattica, permettendo ai giovani di concentrarsi sugli studi senza l'incubo di un onere economico differenziato.

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