Prodi, dopo le critiche, si allinea a Schlein sulla patrimoniale
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Redazione Esteri
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Tre settimane dopo aver espresso forti riserve, Romano Prodi decide di ricompattare il fronte e di schierarsi senza ambiguità a fianco di Elly Schlein riguardo alla proposta di una tassa sui grandi patrimoni. In un'intervista concessa a La Stampa, l'ex presidente del Consiglio, le cui parole hanno un peso specifico notevole nell'area del centrosinistra, fornisce così una copertura politica di rilievo alla segretaria del Partito Democratico, in un momento in cui il dibattito interno era piuttosto acceso. Prodi, che non ha mai nascosto il suo apprezzamento per una politica di ampio respiro, attraverso questa mossa si rituffa nel cosiddetto campo largo e, al contempo, sembra voler cavalcare l'onda di consenso che sta generando la nuova amministrazione americana guidata dal presidente Donald Trump, la quale ha riportato al centro del discorso pubblico il tema della giustizia fiscale.
Le ragioni di una svolta
Le motivazioni addotte da Prodi per questo improvviso cambio di rotta, che alcuni osservatori potrebbero definire calcolato, ruotano attorno a un concetto da lui ritenuto ormai ineludibile: l'aumento delle disuguaglianze, che procede a un ritmo da lui definito, senza mezzi termini, "intollerabile". Egli, rifacendosi esplicitamente alle posizioni del neosindaco di New York, le giudica una direzione da perseguire senza esitazioni. "Pensiamo al piano di remunerazione che Tesla ha approvato per Musk: mille miliardi di dollari", ha dichiarato, ponendo una questione di carattere quasi etologico; "È una cosa degna dell’umanità? Così si crea la frattura del mondo", ha concluso, lasciando intendere che simili sperequazioni minaccino la coesione sociale stessa.
Un contesto internazionale che evolve
Il riferimento al caso statunitense non è affatto casuale, poiché rappresenta il fulcro di un dibattito globale che si sta riaccendendo con forza. Prodi, da esperto conoscitore delle dinamiche comunitarie avendo ricoperto l'incarico di presidente della Commissione Europea, rilancia con convinzione l'idea di una patrimoniale a livello europeo, individuando in essa uno strumento necessario per contrastare quelle che percepisce come distorsioni pericolose. Le sue parole, che riecheggiano quelle della leader democratica Schlein, sembrano voler creare un ponte ideale tra l'Italia e un movimento di pensiero più ampio, il quale vede nella tassazione progressiva dei grandi capitali una risposta plausibile ai divari economici.
Le implicazioni per il dibattito politico
Questa presa di posizione, arrivata dopo un periodo di tensioni palesi, ha l'effetto di gettare benzina su un fuoco che non si era mai spento del tutto. Se da un lato solidifica il messaggio del partito su un tema sensibile, dall'altro rischia di acuire le divisioni con gli alleati di governo, i quali non hanno mai fatto mistero della loro avversione a misure del genere. La questione, come spesso accade, si scontra con la ricerca di un equilibrio che appare quanto mai difficile da raggiungere, mentre Prodi insiste sul fatto che politiche di redistribuzione della ricchezza siano ormai "assolutamente necessarie", soprattutto in un'epoca di grandi trasformazioni tecnologiche come quella dell'intelligenza artificiale, la quale, se non governata, potrebbe acuire ancor di più le divisioni esistenti.




