Trump annuncia la tregua con gli Houthi mentre Israele bombarda Sana’a

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre l’aviazione israeliana colpisce la capitale yemenita, distruggendo l’aeroporto internazionale di Sana’a in quella che appare come un’escalation senza precedenti, Donald Trump ha sorpreso tutti dichiarando la fine delle ostilità tra gli Stati Uniti e il movimento degli Houthi. «Si sono arresi, non combatteranno più», ha affermato il presidente americano durante una conferenza stampa con il premier canadese Mark Carney, aggiungendo che i ribelli yemeniti avrebbero cessato gli attacchi alle navi commerciali in cambio della sospensione dei bombardamenti.

La mossa, annunciata senza preavviso – come spesso accade con Trump –, arriva mentre Israele intensificava i raid nello Yemen, colpendo infrastrutture civili e militari. «Ci hanno detto “per favore, non bombardateci”», ha spiegato il presidente, sottolineando che gli Houthi avrebbero rispettato l’accordo. Tuttavia, la tregua riguarderebbe solo Washington, lasciando Tel Aviv libera di proseguire le operazioni.

Intanto, a Gaza, un nuovo attacco israeliano ha devastato una scuola utilizzata come rifugio, causando almeno 31 vittime. Hamas ha bollato come «inutili» i negoziati di cessate il fuoco, accusando Israele di condurre una «guerra della fame» nella Striscia. Bassem Naim, esponente del movimento, ha denunciato l’ipocrisia di discutere proposte di pace mentre continuano i bombardamenti e il blocco umanitario.

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