Ferrari a Imola: freni e qualifica, il nodo da sciogliere

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le voci alla radio di Charles Leclerc e Lewis Hamilton durante le libere di Imola non hanno lasciato spazio a interpretazioni: "I freni sono un problema. Non frenano". Un grido d’allarme che, seppur circoscritto alle prove, fotografa una delle criticità della SF-25 in questa prima parte di stagione. Ma il quadro, a ben vedere, è più sfaccettato. Se sul giro secco – dove Leclerc si è piazzato sesto e Hamilton addirittura undicesimo – le prestazioni hanno deluso, i long run hanno invece offerto spunti incoraggianti, con un ritmo di gara che sembra competitivo. Peccato che a Imola, tra curve strette e una sola zona DRS, il sorpasso sia un’impresa quasi impossibile senza un vantaggio netto. E qui si annida il vero tallone d’Achille della Ferrari: la qualifica.

Frédéric Vasseur, da mesi, ripete che "avere un buon passo non basta", e i numeri gli danno ragione. La squadra, quarto nei costruttori, paga proprio l’incapacità di esprimere il massimo sul singolo giro, un limite che le simulazioni in galleria del vento non avevano previsto. "Il potenziale c’è", insiste il team principal, ma tra teoria e pratica si è creato un divario che la Rossa non riesce a colmare. E mentre gli onboard rivelano un’auto nervosa in frenata, con un posteriore che tende a sgroppare, Vasseur ha finalmente indicato il responsabile di questi squilibri: il pacchetto aerodinamico, ancora lontano dall’ottimizzazione.

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