Addio al timbro sul passaporto, parte in Ue il sistema biometrico di controllo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A partire da domenica 12 ottobre, un cambiamento radicale, atteso e più volte rinviato, interessa le frontiere esterne dello spazio Schengen. L’Entry/Exit System (EES), la cui implementazione è slittata per tre anni a causa di intricate questioni tecniche e di delicate valutazioni sulla protezione dei dati personali, diventa finalmente operativo, segnando la fine di un’era per i viaggiatori extraeuropei. Nei principali aeroporti e valichi di frontiera, compresi quelli italiani di Fiumicino, Malpensa e Linate, dove sono stati condotti i primi collaudi, si avvia una transizione graduale che, soppiantando il vecchio timbro cartaceo, introduce un meccanismo di registrazione interamente digitale.

Come funziona il nuovo sistema di frontiera

Il cuore dell’EES risiede nella capacità di acquisire e archiviare, in modo sistematico e centralizzato, una serie di informazioni biometriche. Oltre ai dati anagrafici e di viaggio letti dalla pagina elettronica del documento, il sistema raccoglierà le impronte digitali e l’immagine facciale di tutti i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione Europea che si recano nell’area Schengen per soggiorni brevi, inferiori cioè ai novanta giorni. Questi elementi, alcuni dei quali considerati sensibili, costituiscono un archivio digitale dei movimenti, permettendo di calcolare con precisione la durata residuale del permesso di soggiorno e di identificare con immediatezza coloro che lo abbiano eventualmente superato.

Il percorso di attuazione negli scali italiani

L’avvio, sebbene formalmente sancito per il 12 ottobre, non sarà immediatamente totale in ogni struttura. Gli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa, insieme ai porti di Genova e Civitavecchia, sono stati individuati come i primi punti di applicazione, fungendo da apripista per una diffusione che diventerà capillare a partire dal 20 ottobre. Una scelta, questa, che riflette l’intenzione di gestire una trasformazione così profonda attraverso una fase di rodaggio, durante la quale affinare le procedure e assorbire l’impatto sul flusso dei passeggeri, molti dei quali si troveranno a interagire per la prima volta con terminali self-service per completare la registrazione.

Una rivoluzione silenziosa per la sicurezza

L’implementazione di questo sistema, che rappresenta il più significativo aggiornamento delle procedure di confine dagli accordi di Schengen, si inserisce in un più ampio disegno di potenziamento dei controlli di sicurezza. La digitalizzazione dei dati, eliminando la possibilità di errori umani nella compilazione manuale dei timbri e rendendo quasi istantaneo il controllo degli storici di ingresso e uscita, mira a creare una barriera più efficace contro i tentativi di immigrazione irregolare e di abuso dei visti. Si tratta di un’evoluzione che, pur non essendo visibile come un nuovo varco doganale, modifica in profondità l’architettura della sorveglianza alle frontiere europee.

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