Passaporti senza timbro: arriva il controllo biometrico dell’Ue, ma solo in alcuni scali

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Da domenica scorsa, un cambiamento significativo ha interessato le frontiere aeree di diversi scali europei, con l’attivazione dell’Entry/Exit System (EES), il sistema biometrico voluto dall’Unione Europea che segna la fine del timbro cartaceo sui passaporti. La data del 12 ottobre 2025, infatti, ha sancito l’avvio di questa procedura digitale, la quale, sebbene non ancora implementata in tutti gli aeroporti, rappresenta una svolta epocale nella gestione dei flussi in entrata e in uscita dall’area Schengen. L’obiettivo principale del nuovo meccanismo, che si applica esclusivamente ai cittadini di Paesi terzi in viaggio per soggiorni di breve durata, è quello di modernizzare i controlli, sostituendo l’apposizione manuale del visto con una registrazione elettronica dei dati di ingresso e uscita.

Il cuore dell’EES risiede nella raccolta di informazioni biometriche, come le impronte digitali e una scansione facciale, che vengono acquisite tramite appositi totem installati negli aeroporti aderenti. Questi dati, unitamente a quelli anagrafici e a quelli relativi al documento di viaggio, confluiscono in un archivio digitale europeo, aggiornando automaticamente la posizione del viaggiatore. Per agevolare l’operazione, i cittadini extracomunitari hanno la possibilità di precaricare le informazioni del proprio passaporto e un’immagine del volto sull’applicazione “Travel To Europe”, uno strumento che mira a snellire le operazioni direttamente al valico di frontiera, dove sarà sufficiente completare la verifica biometrica.

Tra i primi aeroporti a mettere in campo il nuovo dispositivo, oltre a quello di Madrid-Barajas, figura anche quello di Orio al Serio, il quale, a partire da lunedì 20 ottobre, dispone di quarantacinque totem dedicati. Le prime ore di funzionamento, tuttavia, non sono state esenti da segnalazioni critiche, poiché le compagnie aeree hanno espresso preoccupazione riguardo a potenziali rallentamenti. Secondo alcune rilevazioni, le procedure potrebbero richiedere fino a cinque minuti per ogni singolo passeggero, un lasso di tempo considerevolmente superiore rispetto ai trenta secondi precedenti, il che, specialmente in corrispondenza di voli particolarmente affollati, rischierebbe di generare code molto lunghe e tempi di attesa dilatati.

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