Kimi Antonelli come Patrese: seconda pole di fila a Suzuka, Verstappen solo undicesimo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un numero che restituisce la dimensione dell’impresa, per chi abbia dimestichezza con le classifiche della Formula 1, e quel numero si chiama 1991. Era l’anno dell’ultima volta, quella lontana, in cui un pilota italiano era riuscito nell’intento di mettere insieme due pole position consecutive: Riccardo Patrese, alla guida della Williams, ne infilò tre di fila. Adesso, a distanza di trentacinque anni, ci riesce un ragazzo che di anni ne ha diciannove e porta il sorriso, sempre un po’ da bambino, anche quando sta per compiere una delle imprese più difficili del motorsport. Andrea Kimi Antonelli, su quel circuito di Suzuka che è uno dei templi della velocità mondiale, ha fatto il bis: dopo la pole in Cina, ecco un’altra prima fila assicurata, la seconda in carriera, e stavolta con un distacco sul compagno di squadra George Russell che supera i tre decimi.

La sessione di qualifica, disputata sabato con un sole primaverile che ha illuminato il tracciato giapponese, ha consegnato una griglia di partenza con due frecce d’argento in prima fila, a conferma di una supremazia che Mercedes sta esercitando in questo avvio di campionato. Antonelli ha fermato il cronometro sull’1:28.778, un tempo che nessuno è riuscito a impensierire, neppure il compagno di scuderia, bloccato a quasi tre decimi di distanza e visibilmente in difficoltà nel trovare la necessaria stabilità al posteriore, come lui stesso ha avuto modo di lamentare via radio. “Mi sentivo bene in macchina – ha spiegato il pilota italiano al termine delle qualifiche – e sono riuscito a massimizzare il grip, mentre George ha fatto un po’ più di fatica con la gestione della batteria”. Per il giovane di Bologna, cresciuto nella scuola di Mercedes, è arrivato anche un piccolo rammarico per l’ultimo giro, rovinato da un bloccaggio delle gomme alla curva 11, ma il risultato era già stato messo in sicurezza con la tornata precedente.

Alle spalle delle due Mercedes, la seconda fila sarà teatro di un altro duello di altissimo livello: Oscar Piastri, terzo con la McLaren, è riuscito a precedere Charles Leclerc, quarto con la Ferrari, in una lotta che ha visto il monegasco salvarsi da un grande sovrasterzo alla curva Spoon senza compromettere del tutto il giro. Un’altra frazione di secondo, quattro millesimi per l’esattezza, ha separato poi Leclerc da Lando Norris, quinto, mentre Lewis Hamilton ha chiuso sesto, a quasi otto decimi dalla vetta e con un gap di quasi un secondo e mezzo dal compagno di squadra, a testimonianza delle difficoltà che la rossa sta incontrando nel confronto diretto con il gruppo motore Mercedes.

Il verdetto più clamoroso, però, arriva dalle retrovie della top ten. Max Verstappen, campione del mondo in carica, è stato eliminato in Q2 e scatterà dall’undicesima posizione: una débâcle che il pilota olandese ha attribuito a un problema di bilanciamento della sua Red Bull, definita “inguidabile” via radio, mentre i compagni di squadra più giovani Isack Hadjar e Arvid Lindblad riuscivano a portarsi in Q3, con il secondo capace di strappare l’ultimo posto disponibile proprio a discapito del quattro volte iridato. La sorpresa positiva arriva invece dalle prestazioni di Pierre Gasly, settimo con l’Alpine, e di Gabriel Bortoleto, nono con l’Audi, mentre la parte conclusiva dello schieramento vede le due Aston Martin di Fernando Alonso e Lance Stroll occupare l’ultima fila, nella pista di casa del loro partner motoristico Honda, una circostanza che ne accentua ulteriormente la crisi di competitività.

Per quanto riguarda le ambizioni di Antonelli in vista della gara di domenica, l’appuntamento è fissato alle sette del mattino ora italiana, con il pilota che ha confessato di avere “molte farfalle nello stomaco” ma anche la consapevolezza di trovarsi nella miglior posizione possibile per giocarsi la vittoria [citation:source]. Un successo, va detto, assumerebbe un significato particolare: arriverebbe dopo l’emozionante affermazione in Cina e confermerebbe la straordinaria continuità di rendimento mostrata dal debuttante, che ha già avuto modo di scambiare messaggi con l’amico Jannik Sinner, impegnato in questi giorni nella finale del torneo di Miami.

La maledizione della Q2 per Verstappen e il riscatto dei rookie

Se la prima fila tutta Mercedes rappresenta la normalità statistica di questo inizio di mondiale 2026, l’eliminazione di Verstappen nella seconda fase delle qualifiche rappresenta l’anomalia più discussa. Il pilota della Red Bull, apparso in difficoltà sin dalle libere, non è riuscito a trovare il feeling necessario con una vettura che sembra aver perso la competitività espressa nelle stagioni precedenti, complice forse un assetto troppo sensibile alle variazioni di temperatura dell’asfalto. I team radio intercettati durante la sessione hanno restituito l’immagine di un campione frustrato, che segnalava ai box una perdita di aderenza posteriore tale da rendere pericoloso spingere al limite nei veloci cambi di direzione tipici del tracciato di Suzuka.

Per il team di Milton Keynes, la consolazione arriva dalla prestazione del rookie Hadjar, capace di centrare l’ottavo tempo e di guadagnarsi una posizione di rilievo in griglia, mentre l’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla doppia eliminazione in Q1 delle Aston Martin, che in questo avvio di campionato sembrano pagare un pesante ritardo nello sviluppo della power unit Honda rispetto ai propulsori Mercedes. La sensazione, alla vigilia della gara, è che il divario tecnico tra i diversi motoristi si stia rivelando più ampio del previsto, con gli attuali regolamenti che premiano chi riesce a gestire al meglio l’equilibrio tra unità a combustione e componente elettrica.

Il sorpasso nei numeri: quando il distacco racconta una gerarchia

La differenza di tre decimi tra Antonelli e Russell, evidenziata dal cronometro ufficiale, non è un dettaglio trascurabile in un campionato in cui la stabilità tecnica degli attuali pacchetti avrebbe dovuto favorire maggiore equilibrio. Russell, che pure aveva dominato le libere, ha ammesso di aver fatto modifiche al setup dopo la terza sessione di prove, modifiche che si sono rivelate controproducenti nel momento decisivo della qualifica, alterando il bilanciamento della vettura e rendendola eccessivamente sottosterzante nei tratti più guidati. Il giovane italiano, al contrario, ha mantenuto una certa continuità di assetto, riuscendo a far lavorare le gomme nella finestra di temperatura ideale.

A completare il quadro, la prestazione delle McLaren che, con Piastri e Norris, hanno dimostrato di essere le principali antagoniste delle Frecce d’Argento, anche se il gap accumulato in qualifica lascia presagire una gara in cui il ritmo di gara potrebbe non essere sufficiente per impensierire la vettura di Antonelli. Per Piastri, terzo, si tratta della miglior prestazione in qualifica dall’inizio della stagione, mentre per Norris il quinto posto rappresenta un risultato al di sotto delle aspettative, complice un fine settimana fin qui caratterizzato da difficoltà nel trovare la quadratura del cerchio con il nuovo pacchetto aerodinamico.

Il piano gara, le variabili e l’attesa per il semaforo verde

Sul fronte strategico, Antonelli ha anticipato quello che sarà il suo approccio alla partenza: cercare di mantenere la calma, evitare rischi eccessivi alla prima curva, per poi costruire il proprio vantaggio sfruttando il passo gara già dimostrato nelle prime due uscite stagionali [citation:source]. La conformazione del circuito di Suzuka, con il suo primo settore tortuoso e la leggendaria sequenza delle “esse”, potrebbe favorire chi parte davanti, rendendo più complesso il compito di Russell nel tentativo di scavalcare il compagno di squadra già al via. La possibilità di assistere a un terzo successo consecutivo per la Mercedes è concreta, così come lo è l’eventualità di vedere il giovane pilota italiano compiere l’ennesimo passo in avanti in una carriera che sembra procedere a ritmi serrati.

Le condizioni meteo, previste stabili per la giornata di gara, non dovrebbero introdurre variabili impreviste, lasciando spazio a una gestione puramente tecnica della gara, con la gestione delle gomme e l’efficienza del sistema ibrido destinati a giocare un ruolo decisivo. Per le Ferrari, partite dalla quarta e dalla sesta piazza, l’obiettivo sarà quello di inserirsi nella lotta per il podio, approfittando di eventuali errori altrui o di una gestione più efficace delle mescole più morbide. Resta infine da sciogliere l’interrogativo legato a Verstappen: dalla undicesima posizione, con una vettura che in qualifica ha evidenziato limiti strutturali, l’olandese proverà a rimontare, ma il margine di recupero su un tracciato come quello giapponese, dove i sorpassi non sono mai banali, appare oggettivamente ridotto rispetto ad altri circuiti.

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