Milei, la motosega e il sorprendente consolidamento in Argentina
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Redazione Esteri
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Quando, due anni or sono, irruppe sulla scena politica vincendo le elezioni presidenziali, Javier Milei rappresentava, più che un partito strutturato, un one man show il cui movimento era privo di una solida organizzazione territoriale. Da allora, nonostante l’ostilità di un Parlamento in gran parte contrario alle sue idee, il Presidente ha saputo tessere alleanze, pescando consensi dove sembrava impossibile, e gestendo il potere con un pragmatismo che in molti, all’inizio, gli avevano negato. Un percorso, il suo, che ha dovuto affrontare anche intoppi non da poco, come alcuni scandali che in passato avevano tentato di ipotecarne il futuro politico, minacciando di confinare la sua figura nell’alveo dell’effimero.
Il verdetto delle urne e la sconfitta del peronismo
La sorpresa, dunque, è stata grande quando, in queste ultime elezioni, il suo partito, La Libertad Avanza, ha ottenuto un’affermazione indiscussa, riconvalidando quel corso di aggiustamento strutturale dell’economia e di tagli radicali alla spesa pubblica che è simbolicamente rappresentato dalla motosega. Un risultato che ha superato le stesse aspettative interne, poiché nessuno, nemmeno negli ambienti di governo, si attendeva una vittoria di tale portata. Il movimento ha vinto in ben quattordici province, compresa la più popolosa, e a livello nazionale ha ottenuto il 40,73% dei voti, battendo il peronismo – che da ottant’anni influisce in modo profondo sulla vita del paese, spesso associato a periodi di corruzione e governi fallimentari – con un distacco di quasi dieci punti percentuali.
Lo sguardo internazionale e le convergenze politiche
In questo quadro, non è passato inosservato il sostegno esterno, che si è manifestato attraverso la promessa di un ingente aiuto pubblico e privato da parte di Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, il quale ha elargito l’annuncio di un pacchetto da quaranta miliardi di dollari come premio per la netta affermazione elettorale. Tuttavia, quella che potrebbe apparire come una semplice dimostrazione di solidarietà ideologica si è rapidamente trasformata, a Washington, in uno strumento di contesa politica interna, finendo per alimentare il dibattito, sempre più acceso, sulla possibile chiusura del governo federale. Una dinamica che evidenzia, al di là delle intenzioni, come le relazioni internazionali siano spesso soggette a strumentalizzazioni, divenendo moneta di scambio in conflitti che travalicano i confini nazionali.
Le speranze e le sfide di un progetto politico
Per una parte significativa della popolazione argentina, stanchi di un sistema percepito come corrotto e inefficace, la figura di Milei, per quanto da alcuni considerata detestabile, incarna uno spirito del tempo che mira a seppellire definitivamente l’era del kirchnerismo e del peronismo. La speranza è che il cosiddetto «pazzo», supportato da quei pochi ma bravi ministri che lo affiancano, possa ora tradurre il consenso elettorale in una capacità concreta di arrivare ad accordi con le altre forze politiche in Congresso, facendo approvare quelle leggi di cui il paese ha un disperato bisogno. La lezione, in fondo, è che un approccio liberista, per essere realizzato, deve saper passare non solo dalla protesta, ma anche dalla complessa mediazione istituzionale.




