Milei, dopo il voto che seppellisce il peronismo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La vittoria elettorale di Javier Milei, che molti ritenevano improbabile fino a pochi anni fa, si è consolidata in un risultato che, superando ogni più ottimistica previsione, ha riconfermato il suo progetto politico con un margine di consenso davvero ampio. Quando, due anni or sono, vinse le elezioni presidenziali, il leader libertario era sostanzialmente un one man show, privo di una solida organizzazione territoriale e costretto a navigare in un Parlamento in buona parte ostile, pescando consensi dove possibile. Negli ultimi mesi, inoltre, alcuni scandali avevano sembrato minare la sua credibilità, ipotecando un futuro che pareva ormai segnato. L'estrema destra, con il suo partito La Libertad Avanza, ha invece conquistato la maggior parte delle province, compresa quella più popolosa, ottenendo a livello nazionale il 40,73% dei voti e battendo il peronismo di quasi dieci punti percentuali. Un esito che, come è noto, ha sorpreso persino gli ambienti del partito di governo, il quale non si attendeva una forza così dirompente.

Il crollo di un sistema

Il successo di Milei, che alcuni definiscono "pazzo" mentre altri lo celebrano come un liberatore, incarna una rottura profonda con un sistema politico, quello kirchnerista e peronista, accusato di ottant'anni di corruzione e governi falliti. La domanda, che molti si pongono, è perché l'Argentina dovrebbe continuare ad accettare un modello che, a giudizio di una fetta consistente dell'elettorato, ha prodotto solo declino. La sua agenda, basata sull'aggiustamento strutturale dell'economia e su un'impronta liberista radicale, ha trovato un terreno fertile in una popolazione stanca delle vecchie logiche. Ben venga, quindi, il "pazzo" con i suoi pochi, ma da lui ritenuti bravi, ministri; una lezione che, sebbene detestabile per alcuni, rappresenta lo spirito del tempo per molti altri.

La sfida della governabilità

La vera prova, per l'esecutivo, non risiede soltanto nell'entità del consenso popolare ma nella capacità di tradurlo in azione di governo efficace. La speranza, che molti ripongono in Milei, è che sia finalmente in grado di arrivare ad accordi con le altre forze politiche in Congresso, dove il suo partito non dispone di una maggioranza automatica, per approvare le leggi di cui il paese ha un disperato bisogno. La governabilità, del resto, rimane l'ostacolo principale per un presidente che ha costruito la sua immagine sulla contrapposizione con la classe politica tradizionale e che ora deve inevitabilmente misurarsi con essa.

Le ripercussioni internazionali

La riuscita della sua politica, peraltro, non può prescindere dal contesto internazionale, nel quale si inserisce il sostegno di figure come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La promessa di un aiuto pubblico e privato, che si aggirerebbe intorno ai quaranta miliardi di dollari, è stata interpretata come un premio per la netta affermazione elettorale. Quell'annuncio, tuttavia, è diventato rapidamente una scusa per alimentare le polemiche sulla chiusura del governo federale americano, dimostrando come le alleanze globali siano spesso strumentalizzate per fini di politica interna, male costante del nostro tempo.

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