Gasperini contro il muro dei medici: «Wesley si sente pronto, ma decide chi cura»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è un mistero che a Trigoria, ormai da diverse settimane, l’aria sia pesante. La gestione del gruppo, le scelte di mercato e persino i metodi di comunicazione interna hanno creato crepe profonde nello scenario giallorosso. E proprio mentre la squadra si prepara ad affrontare un match cruciale contro l’Atalanta, valido per la 33ª giornata di Serie A, salta fuori un caso che sembra mettere a nudo tutte le contraddizioni del club. Parliamo delle condizioni di Wesley, il laterale brasiliano che, tra una frenata precauzionale e un’accelerazione dettata dalla necessità, è diventato involontariamente il simbolo di una frattura interna.

La voglia del brasiliano e il veto della scienza

Nel corso della conferenza stampa di presentazione della gara (in programma sabato alle 20.45 all’Olimpico), Gian Piero Gasperini non ha usato giri di parole. Ha raccontato di un giocatore che macina sprint in allenamento, che calcia in porta e che scatta a razzo, convinto com’è di potercela fare. “Lui si sente di poter giocare, ha una voglia incredibile”, ha detto il tecnico, sottolineando quella che appare come una spaccatura oggettiva tra la percezione del calciatore e il verdetto dello staff sanitario. Il problema, però, è che quella voglia si scontra con un parere medico opposto: i dottori, forse memori di ricadute passate o semplicemente ligi ai protocolli, non intendono firmare l’idoneità. La conseguenza, inevitabile, è un cortocircuito continuo, dove l’entusiasmo dell’atleta si infrange contro la prudenza di chi lo deve curare.

Il dietrofront in conferenza: il tecnico scarica la pressione

E se la tensione tra lo spogliatoio e l’infermeria è palpabile, Gasperini ha tenuto a precisare i limiti del suo potere. “Se il medico dice no, io non posso farci nulla”, ha ribadito l’allenatore, chiudendo di fatto qualsiasi speculazione su un possibile forzamento della convocazione. Una presa di posizione netta, questa, che sposta tutto l’onere della decisione sul reparto sanitario. Il brasiliano, insomma, non può allenarsi con il gruppo né tantomeno sperare in un posto tra i convocati finché non arriverà il lasciapassare definitivo, e questo nonostante ieri abbia svolto gran parte delle esercitazioni in disparte. La sensazione, ascoltando le parole di Gasperini, è che l’allenatore abbia ormai accettato la realtà: senza il via libera, non si muove nulla, anche se questo significa privarsi di un elemento che lui stesso aveva indicato come un esempio da seguire.

Pisilli e la lista degli indisponibili: una settimana da incubo

Ma Wesley non è l’unico cruccio del tecnico in questa vigilia. A complicare ulteriormente i piani, si aggiunge la situazione di Pisilli, un altro degli elementi finiti nel vortice degli infortuni nelle ultime settimane. Il giovane ha riportato una distorsione alla caviglia che ne ha minato la continuità, anche se in questo caso sembra intravedersi un recupero più rapido. Gasperini ha comunque spiegato che verrà valutato solo all’ultimo momento, un classico ballottaggio che tiene in bilico una maglia a centrocampo insieme ad altre opzioni come El Aynaoui o El Shaarawy. Detto delle assenze, l’allenatore dovrà quindi arrangiarsi con le certezze di chi è guarito, come Mancini rientrato in difesa, affidandosi a Soulé e Malen per la manovra offensiva.

Un caso che scalda gli animi (e i motori) a Trigoria

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, quello che emerge da questa vicenda è un quadro di rapporti interni decisamente logori. La Gazzetta dello Sport ha parlato di un vero e proprio conflitto tra l’allenatore e il consulente tecnico Claudio Ranieri, con il caso Wesley descritto come la “goccia che fa traboccare il vaso”. Sembra che Gasperini abbia addirittura cercato un parere esterno – quello di un medico svizzero gradito alla proprietà – pur di ottenere un responso diverso sulla guarigione del terzino. Una mossa che non è certo piaciuta ai medici sociali, i quali, guarda caso, vengono considerati più vicini alla linea di Ranieri che a quella del tecnico. Il brasiliano, dal canto suo, continua ad allenarsi a parte e a guardare i compagni da lontano, in attesa che qualcuno trovi un accordo. La partita di sabato, intanto, si avvicina: e senza di lui, Gasperini dovrà trovare altre soluzioni per tamponare un’emergenza che ormai sembra più politica che fisica.

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