Roma, uccise l'ex suocera con una spinta per soldi e cibo: arrestata la nuora dopo tre mesi
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Redazione Interno
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Una donna di 56 anni è stata arrestata a Roma con l'accusa di omicidio preterintenzionale per la morte dell'ex suocera, Olivia Spagnoli, pensionata di 83 anni. Il provvedimento cautelare è stato eseguito nella serata di martedì 22 settembre, a circa tre mesi di distanza dai fatti, avvenuti lo scorso 12 giugno nel quartiere Vigne Nuove. L'indagata è stata raggiunta dall'ordinanza mentre si trovava già ospite di una struttura di recupero per pregressi problemi psichici, peggiorati dopo l'episodio. Da lì è stata trasferita direttamente in carcere.
La dinamica dell'aggressione
Secondo la ricostruzione della Procura di Roma, tutto è cominciato al civico 35 di via Giovanni Pastrone, in un palazzo di edilizia popolare. Nel pomeriggio alcuni residenti avevano chiamato la polizia per segnalare una lite violenta tra due ex coniugi. Gli agenti del commissariato Fidene-Serpentara erano intervenuti riportando la calma, ma qualche ora dopo è arrivata una seconda telefonata: la donna stava aggredendo l'anziana. La 56enne si era presentata nell'abitazione dove Olivia Spagnoli viveva con il figlio, ex compagno dell'indagata, chiedendo denaro e generi alimentari.
Di fronte al rifiuto dell'83enne, stanca delle continue richieste, la situazione è degenerata. «Devi darmi i soldi», avrebbe gridato la donna prima di spingere l'ex suocera, facendola cadere a terra. L'anziana ha battuto violentemente la nuca.
Le indagini e l'autopsia
Il sostituto procuratore Mario Dovinola ha delegato gli accertamenti alla squadra giudiziaria del distretto Fidene-Serpentara e ai medici legali. L'autopsia ha confermato il nesso causale diretto tra il trauma cranico riportato nella caduta e il decesso. Olivia Spagnoli, inizialmente rialzatasi e rassicurante i presenti, aveva chiesto di non chiamare i soccorsi. Le sue condizioni sono però precipitate nel giro di poche ore, rendendo necessario il ricovero d'urgenza all'ospedale Sant'Andrea, dove è morta il giorno successivo, sabato 13 giugno.
Nel corso delle indagini, gli agenti hanno ascoltato i testimoni, acquisito le cartelle cliniche e ricostruito i rapporti turbolenti tra il figlio della vittima e l'indagata.
Il rischio di reiterazione e la misura cautelare
Per la procura di Roma esiste il concreto rischio di reiterazione del reato, cioè che la donna possa aggredire nuovamente. Da qui la decisione del giudice per le indagini preliminari di disporre la custodia in carcere. Il figlio della vittima, già a ridosso dei fatti, aveva dichiarato che l'ex compagna «voleva i soldi della pensione di mia madre». Secondo indiscrezioni, la 56enne avrebbe un problema di dipendenza da alcol e il giorno dell'aggressione si trovava in uno stato di alterazione. Un testimone ha riferito che la donna chiedeva con insistenza somme di denaro, come 15 euro.
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