La frana di Boccassuolo avanza ancora: distrutta una terza casa, il sindaco chiede lo stato di calamità
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Redazione Interno
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Non si ferma l’avanzata della frana che da settimane sta divorando il versante di Boccassuolo, frazione di Palagano sull’Appennino modenese. Mentre gli strumenti a infrarossi dell’Università di Modena e Reggio Emilia continuano a tracciarne i movimenti, la massa di detriti e fango – stimata ormai in oltre 3,5 milioni di metri cubi, mezzo milione in più rispetto a due giorni fa – ha inghiottito un’altra abitazione, la terza dall’inizio dell’emergenza.
Il sindaco, che ha ribadito la richiesta di dichiarare lo stato di «calamità nazionale», sottolinea come il fenomeno, inarrestabile, proceda a una velocità compresa tra i 50 centimetri e un metro all’ora, minacciando ulteriori edifici. Undici abitazioni, tra cui alcune seconde case, sono già state interdette ai proprietari, mentre 35 famiglie si trovano senz’acqua da tre settimane.
La frana, attivata dalle piogge persistenti, ha ormai raggiunto l’alveo del torrente Dragone, dove gli operatori della Protezione Civile lavorano senza sosta per evitare che i detriti ostruiscano il corso d’acqua. «Se il flusso viene bloccato, il rischio idrogeologico aumenterebbe in modo esponenziale», spiegano i tecnici, che monitorano costantemente la situazione.
Quello che preoccupa, oltre alla velocità di avanzamento, è l’instabilità del monte Cantiere, da cui continua a staccarsi materiale. Le case colpite finora hanno visto crollare muri e fondamenta, inghiottite da una colata che sembra non concedere tregua. Le immagini mostrano una scena apocalittica: il terreno si spacca, trascinando con sé alberi, massi e tutto ciò che incontra.




