Sofia Goggia vince il superG di Soldeu, allunga in classissima e mette nel mirino la coppa di specialità
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Redazione Sport
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Sofia Goggia ha vinto il superG di Soldeu, prova valida per la Coppa del Mondo di sci alpino 2025/2026, confermando — semmai ce ne fosse stato bisogno — di essere la donna da battere quando si tratta di sciare veloce. La campionessa bergamasca, che già venerdì aveva chiuso al terzo posto la discesa libera andorrana, ha fermato il cronometro sul tempo di 1'25"95, precedendo di ventiquattro centesimi la tedesca Emma Aicher — vincitrice ieri della prima prova di superG nel fine settimana di Soldeu — e di trentuno centesimi la norvegese Kajsa Vickhoff Lie. Una vittoria, la seconda in questa stagione dopo quella ottenuta sempre in superG in Val d'Isere lo scorso dicembre, che porta la firma numero 28 della sua straordinaria carriera e che consolida ulteriormente la sua leadership nella classifica generale di disciplina.
Una gara costruita con intelligenza e velocità, nonostante qualche piccolo errore
La prova della Goggia, partita con il pettorale numero 11, non è stata perfetta — e forse è proprio questo il dato più impressionante — perché qualche sbavatura, qualche linea non proprio pulita, c'è stata. Ma la campionessa olimpica, forte di quella capacità innata di soffrire e di spingere quando conta, è stata semplicemente implacabile nei tratti veloci, interpretando al meglio i settori più tecnici e costruendo quel vantaggio che nessuna, poi, è riuscita a colmare. "Non pensavo di essere prima quando ho tagliato il traguardo — ha commentato la bergamasca ai microfoni — perché ho sciato come ieri. Oggi ho fatto una gran gara attaccando dall'inizio alla fine, penso di aver fatto tutto in maniera corretta. Un weekend solido dove a livello di atteggiamento non sono mai mancata". E in effetti il ruolino di marcia parla chiaro: un terzo posto in discesa, un sesto ieri e un primo oggi, a testimonianza di una continuità e di una solidità mentale che fanno la differenza.
Le altre azzurre: Pirovano quinta, Brignone ottava e la caduta senza conseguenze di Melesi
Alle spalle di Goggia, l'Italia può sorridere anche per i piazzamenti delle altre azzurre, a cominciare da Laura Pirovano, quinta a settantasette centesimi con una prova di sostanza che la conferma tra le più competitive del circuito. Federica Brignone, che cercava la discesa perfetta dopo gli errori di sabato, ha chiuso invece in ottava posizione a novantanove centesimi, pagando forse qualche incertezza di troppo ma dimostrando comunque di essere lì, a ridosso delle migliori, in attesa di trovare quella confidenza con i salti che lei stessa ha ammesso di non avere ancora pienamente. Quindicesima Elena Curtoni a due secondi e quindici, mentre più staccate hanno chiuso Asja Zenere — ventiquattresima — e le altre azzurre. Un brivido, per fortuna senza conseguenze, lo ha regalato Roberta Melesi, caduta a metà gara con il pettorale numero 2: "Ringrazio la mamma che mi ha fatto di gomma. Sto bene e mi preparo alle gare in Italia", ha detto la sciatrice, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto l'ambiente dopo lo spavento iniziale.
Classifiche e prospettive: Goggia vola in superG, Aicher e Robinson tallonano
Con questo successo, Goggia sale a 420 punti nella classifica di specialità, allungando sensibilmente sulla neozelandese Alice Robinson, settima oggi a novantaquattro centesimi e ferma a 336 punti. La tedesca Aicher, nonostante il secondo posto odierno che le regala punti pesanti, si trova a 116 lunghezze, in una rincorsa che appare complicata ma non impossibile. Il dado è tratto e la coppa di superG, quella che manca nella bacheca della bergamasca, è ora più vicina che mai, anche se mancano ancora due prove alla fine della stagione, la prossima delle quali in Val di Fassa, dove il pubblico italiano potrà trascinare le sue beniamine in quello che si preannuncia un finale di stagione incandescente. Nel frattempo, a Garmisch, attenzione a Giovanni Franzoni, attesissimo dopo il quarto posto nella prima libera su quella pista, nonostante la nebbia abbia fatto slittare la partenza.




