Il circolo vizioso che da petrolio e bond arriva alle borse
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Redazione Economia
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Le Borse europee hanno ripreso la via dei rialzi nell'ultima seduta della settimana, mentre si attenuano le turbolenze sui mercati dei titoli di Stato e dell'energia. Il focus degli investitori è tornato sugli investimenti nel settore tecnologico, dopo il susseguirsi di stime contrastanti sul fatturato di OpenAI, la società madre di ChatGPT. Le speculazioni sui ricavi dell'azienda avevano riacceso i timori riguardo al boom della spesa per l'intelligenza artificiale, penalizzando alla vigilia i titoli tecnologici statunitensi.
Il quadro europeo e il recupero di Piazza Affari
Sui mercati europei da qualche settimana soffia l'aria del più funesto dei déjà-vu. Da una parte la nuova impennata degli spread, che ha come epicentro la Francia: il differenziale tra Oat e Bund decennale ha superato in settimana i 140 punti base. Dall'altra il prezzo del petrolio, risalito sopra quota 100 dollari al barile sulla scia delle tensioni in Medio Oriente.
Il Brent ha poi ripiegato rispetto alla vigilia di poco meno di un punto percentuale, attestandosi intorno ai 103 dollari, dopo le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha assicurato che Washington non attaccherà l'Iran prima delle elezioni di metà mandato di novembre.
Piazza Affari ha chiuso la seduta in territorio positivo, allineandosi all'andamento delle principali piazze europee. Francoforte ha guadagnato l'1,13%, Londra l'1,06%, Parigi lo 0,95%. A Milano il FTSE MIB si è attestato a 49.746 punti, sostenuto in particolare da Amplifon e Fincantieri, entrambe in rialzo di circa il 6%. Bene anche Inwit e Saipem, mentre STMicroelectronics ha accusato la performance peggiore del listino principale.
Lo spread Btp-Bund e il segnale dai rendimenti
La pressione sui titoli di Stato si è parzialmente allentata nell'ultima giornata. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è sceso a 109 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,56% e quello tedesco al 3,47%. Il differenziale tra Oat francesi e Bund, che nelle sedute precedenti aveva sfiorato i 140 punti base, resta comunque su livelli che non si vedevano dalla crisi del debito del 2011-2012. A essere sotto pressione erano state soprattutto le scadenze decennali di Francia e Italia, con il rendimento dell'Oat salito al 4,9% e quello del Btp al 4,69%.
Il clima di agitazione dei mercati obbligazionari ha coinvolto anche i Treasury statunitensi, con il rendimento a 10 anni che ha toccato il 5,35%, il livello più alto dal 2002, prima di ritracciare. A influire sui bond americani sono le preoccupazioni per un'inflazione persistente, per l'alta spesa pubblica e per la crescita dell'indebitamento dei colossi tecnologici impegnati a finanziare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il risiko bancario accende Banca Generali
A catalizzare l'attenzione degli investitori a Piazza Affari è stato anche il risiko bancario. UniCredit ha riunito il consiglio di amministrazione in via straordinaria, mentre il gruppo guidato da Andrea Orcel è impegnato nella conquista finale di Commerzbank e osserva gli sviluppi dell'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, che ha modificato gli equilibri attorno a Generali. La quota del 9% detenuta da UniCredit nel capitale del Leone colloca il gruppo tra gli attori da osservare nelle dinamiche che interessano il settore bancario e assicurativo italiano.
Nel perimetro delle possibili attenzioni di Orcel c'è anche Banca Generali, la controllata di Generali guidata da Gian Maria Mossa. L'interesse per le reti distributive specializzate nel private banking, secondo quanto riportato, avrebbe alimentato l'attenzione sul dossier. Le azioni di Banca Generali hanno reagito con un rialzo superiore al 5%, sostenute anche dal giudizio positivo di Kepler Cheuvreux, che ha alzato il rating da Hold a Buy.
Le stime su OpenAI e l'effetto sui tecnologici
Sul fronte tecnologico, le indicazioni sul fatturato di OpenAI hanno generato volatilità. Secondo documenti condivisi con gli investitori, alla fine di settembre il fatturato annualizzato dell'azienda si aggirava intorno ai 50 miliardi di dollari, circa 20 miliardi in meno rispetto alle precedenti indicazioni. Bloomberg ha poi riferito che la società potrebbe raggiungere o superare i 70 miliardi di dollari entro la fine dell'anno, alimentando un parziale ottimismo in vista dell'avvio della stagione delle trimestrali.
Le cifre pubblicate avevano contribuito ad appesantire i titoli tecnologici a Wall Street, con il Nasdaq in calo dell'1,4% e l'indice dei semiconduttori in flessione del 3,4%. La produzione industriale italiana di agosto ha intanto registrato un crollo inatteso a livello congiunturale, con l'indice destagionalizzato sceso dell'1,3% su base mensile, dopo un aumento dello 0,6% il mese precedente.
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