Il nervo scoperto di Sinner sulla terra: un primo set perso, poi la rimonta su Bonzi a Madrid

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’era chi si aspettava un esordio in autotreno, sulla terra battuta di Madrid, per il numero uno del mondo che aveva appena vinto tutto ciò che c’era da vincere tra Indian Wells, Miami e Montecarlo. E invece Jannik Sinner, proprio lui, quello che ha riconquistato il trono strappato a Carlos Alcaraz, ha dovuto sudare – e non poco – per domare Benjamin Bonzi, centoquattresimo del ranking, in un primo turno (o meglio, secondo, dato il bye) che si è rivelato un’autentica prova di carattere. Il punteggio finale, 6-7, 6-1, 6-4, racconta una rimonta, sì, ma nasconde le crepe di un avvio dove il francese, con un gioco sporco e ritmi altissimi, ha messo il giovane altoatesino palesemente in difficoltà.

Il primo set, perso al tie-break, è stato il manifesto della fragilità iniziale di Sinner sulla superficie rossa: una superficie, quest’ultima, che storicamente premia chi sa costruirsi il punto con pazienza, virtù non sempre congeniale a un giocatore abituato a dettare legge da fondo con la palla al fulmicotone. Bonzi ne ha approfittato, spingendo senza complessi e costringendo Jannik a commettere errori insoliti. Poi, quasi senza preavviso, l’inerzia è cambiata. L’azzurro ha ritrovato quella fluidità nei movimenti e quella pesantezza nei colpi che lo hanno reso dominatore del circuito; il francese, dal canto suo, pur continuando a macinare tennis a buon ritmo, non è più riuscito a rientrare nel match, schiacciato da un oppressivo 6-1 nel secondo parziale e da un avvio di terzo set dove la difesa di Sinner – come dimostra una delle azioni più belle dell’incontro – si è trasformata in attacco con un passante che sembrava uscito da un altro pianeta.

La difesa che diventa capolavoro, e il peso di un’Italia da protagonista

Non è solo questione di forza bruta, nel tennis che conta. A fare la differenza, negli highlights che rimbalzano già tra gli addetti ai lavori, è stata una super difesa di Jannik: rincorrere una palla persa, allungare il braccio, e poi inventarsi un passante perfetto in contropiede. Un colpo, questo, che ha spezzato psicologicamente Bonzi, reo forse di aver creduto troppo a un’illusoria superiorità iniziale. Nel frattempo, sulla terra spagnola, non si parlava solo dell’altoatesino: prima del suo match, Lorenzo Musetti aveva offerto una prova convincente ai danni di Hurkacz, dimostrando che l’Italia a Madrid può puntare davvero in alto. Due italiani, due stili diversi, ma un’unica volontà di lasciare il segno in un Masters 1000 che, per tradizione, premia i giocatori di break e variazioni, non solo i battitori puri.

Un debutto da dimenticare a meta’, poi la marcia indietro vincente

Il dato tecnico, per chi legge i numeri, è inequivocabile: perdere il primo set contro il numero 104 del mondo, dopo tre trionfi consecutivi, potrebbe suonare come un campanello d’allarme. E invece Sinner ha trasformato l’inciampo in un’accelerazione. Nel secondo parziale ha concesso le briciole, nel terzo ha gestito il vantaggio senza patemi, chiudendo 6-4 con la freddezza che ormai contraddistingue i suoi momenti migliori. Nessun panico, nessuna chiamata al coach: solo un aggiustamento di traiettorie e una maggiore profondità di palla che hanno reso inoffensivo il gioco del transalpino. Bonzi, va detto, non ha demeritato – anzi, ha giocato a ottimi ritmi – ma alla lunga ha pagato lo sforzo del primo set e la crescente autorevolezza di un avversario che, sulla terra, sta ancora imparando a dosare le energie.

Il filotto interrotto, poi ripreso: un segnale per il tabellone

La kazaka (Elena Rybakina, si sottintende) aveva appena chiuso 7-5 al terzo set contro Ruse, quando il centrale di Madrid si è preparato ad accogliere Sinner. L’attesa era per un filotto senza storia, e invece il primo game in risposta ha già mostrato un Snerrintirrito. Ma il bello del tennis moderno, specialmente quando lo interpreta un numero uno capace di vincere anche quando non è in giornata, sta proprio in questa capacità di sporcare il punteggio. L’azzurro ha sofferto, ha perso un set, ma alla fine ha rimontato. Un messaggio, probabilmente, per il resto del tabellone: potete anche metterlo in difficoltà, ma sbancarlo è un’altra storia. E mentre a Roma si aspetta il Foro Italico, Madrid intanto certifica che Sinner, anche zoppicante, resta il favorito da battere.

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