La destra tifa Affidopoli ma Ricci resta in corsa tra accuse e murales

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un avviso di garanzia, notificato mercoledì prossimo, ha scosso la campagna elettorale per le regionali delle Marche, aprendo un fronte giudiziario che coinvolge 24 indagati, di cui 16 per corruzione. Tra questi c’è Matteo Ricci, eurodeputato ed ex sindaco di Pesaro, candidato governatore per il centrosinistra, che ha deciso di rendere pubblico il documento in un video. Sebbene i magistrati non gli contestino tangenti, ma l’aver favorito, attraverso appalti per murales, due associazioni ritenute "mere coperture" per ottenere consenso, Ricci non ha intenzione di ritirarsi. Il Pd lo sostiene, mentre Giuseppe Conte valuta le implicazioni.

Le indagini, che hanno portato alla luce presunti accordi tra l’allora sindaco e le onlus Opera Maestra e Stella Polare – definite dai pm "strumenti creati ad hoc" per accedere a fondi pubblici – si concentrano su una rete di affidamenti diretti, senza bandi, per opere di street art. Ricci, secondo gli inquirenti, avrebbe agito non per profitto personale ma per "lucrare vantaggio politico", gestendo gli appalti attraverso un collaboratore già finito nel mirino della procura.

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